Il dibattito politico riempie tutti i media e i talk show, quotidianamente. Sembra che osservatori e giornalisti stiano tutti acquattati a cogliere ogni più piccola e insignificante frase che, per raffigurarla come degna d’essere riportata, la si definisce “esternazione”. Intanto, i cultori dei social fanno a gara per sostenere il commento dei propri beniamini, molto spesso, interpretandolo a proprio uso e consumo ed esprimendosi in maniera incivile. Tuttavia, sempre, accade che l’oggetto del commento non sia costituto da contenuti: si parte da un qualsivoglia dichiarazione di mal funzionamento, da titolo a volo d’uccello, per approdare ad una strana diagnosi psicologica di qualcuno preso di mira. Bastano una paio d’esempi.
Alessandro Di Battista, al quale si augura ogni bene per la disavventura sanitaria che ha subito, è tornato ad esprimere la sua generica visione politica, parlando del “campo largo”: “Spettacolo indecoroso … Il mondo brucia e questi parlano se fare o meno le primarie, svuotano le urne … C’è una parte di cittadini che sostiene il Movimento Cinque Stelle che la Schlein non la voterebbe neanche sotto tortura … Io non li sento, li sento raramente, a parte i temi che li dividono, li sento raramente parlare di temi”.
Poi, ospite usuale di Giovanni Flores, a DiMartedì, è tornato sugli stessi concetti. Nessuna variazione sul tema: “Schlein e Conte pensano alle primarie … roba che allontana le persone”. Però, siccome si siede in TV, ce ne è anche per la Meloni che non starebbe intervenendo adeguatamente davanti a una situazione “non italiana, non solo economica, politica, democratica e demografica, ma … esistenziale”. A parte il descrivere, come un ritornello, uno scenario caotico dove c’è un po’ di tutto; a parte l’additare l’immancabile colpevole; a parte il trasmettere un senso di pessimismo e negatività che sprofondare lo spettatore nello sconforto; a parte il reiterare della monotona litania, che ci dice Di Battista? Nulla che si possa considerare proposta.
Ma, in verità, guardandosi in giro, il dibattito politico suona ovunque la stessa sinfonia. L’effetto è uno solo: l’elettore non esercita più il suo diritto al voto. Delle cause dell’astensionismo non se ne cura nessuno eppure queste qui si sono state appena citate: un continuo alterco, a prescindere dai contenuti.
Oggi, Di Battista che, da onorevole del M5S dichiarava che il M5S avrebbe dovuto rimanere autonomo e alternativo sia al centro-destra che al centro-sinistra, guida, da vicepresidente, l’associazione Schierarsi, impegnata nella raccolta di firme per indire un referendum sulla sanità pubblica, contro l’invio di armi all’Ucraina, e per il riconoscimento internazionale dello Stato di Palestina, inesistente. Tutti atti singoli, privi di una visione socio economico politica, complessiva e integrata, che Di Battista sembra pretendere da altri. Infatti, lo stile attuale della politica è la totale assenza di una visione socio economico politica: è l’altra faccia della stessa moneta.
Illuminante è quanto ha detto un big della politica, Romano Prodi, nel corso della trasmissione “Otto e mezzo” condotta da Lilli Gruber su La7. Questa trasmissione si presenta come un programma di approfondimento politico. L’argomento di conversazione erano i moti di piazza che hanno devastato Milano e la risposta del Governo Meloni, il nuovo decreto sicurezza. L’ex Presidente del Consiglio ha espresso il suo profondo sconcerto e preoccupazione: “Mi ha turbato, mai vista una così … Sono rimasto allibito perché in vita mia ne ho viste tante di manifestazioni, ma non ho mai visto manifestazioni senza le bandiere, senza un obiettivo, proprio per la distruzione, per la violenza in se stessa … Questo mi turba moltissimo … Potrebbe finire domani oppure queste cose potrebbero andare estremamente lunghe nel tempo. Quindi dobbiamo stare davvero molto attenti”.
Quale è il messaggio che Prodi ha trasmesso allo spettatore? Che non si aspettavano queste sommosse? No! Ha trasmesso che chi si candida a governare, qualunque sia il colore politico, non conosce il Paese che vorrebbe governare. Non vi sembra una dichiarazione di pessima autovalutazione che la politica odierna è fatta da avventurieri in libera uscita? Vogliono governare una “cosa” senza che sappiano nemmeno cosa sia e di che pasta sia fatta? Allora, appare chiaramente il perché l’Italia è in queste condizioni. La non conoscenza del Paese induce la inesistenza di una visione socio politica economica, complessiva e integrata. Come, anche, chiarisce il perché della inconsistenza del turbinio di esternazioni e dei talk show. Siamo proprio malandati: la politica è diventata partitismo; il partitismo uccide democrazia e libertà, perché si interessa solo di poltrone e di gestione dei budget, di carriera e di benefici individuali. Cioè è una casta e, come tutte le caste, è autoreferenziale. Figuriamoci se dà una qualche attenzione e importanza al sintomo più evidente della malattia del Paese: l’astensionismo, oramai il Partito più grande d’Italia.
Nel commentare il nuovo decreto sicurezza, Prodi si sofferma sul numero dei decreti: “Quanto all’ottavo provvedimento, vuol dire che gli altri non sono serviti a niente”. Voleva essere una critica al Governo? Molto intelligente: ma non tanto da capire che, se non si conosce il Paese, qualunque provvedimento, su qualunque tema, ha il senso di aggiustamento, permanete e continuo, per avvicinarsi alla realtà. E, allora, si ingigantisce solo la dimensione di una bulimia di asfissiante burocrazia.
Ma non tutto è finito. Ecco la ciliegina finale: “Dovrebbe cominciare domani il tentativo di capire cosa si deve fare perché questo non avvenga mai più”.
Ma che hanno fatto, in tutti questi decenni, i Soloni che hanno governato l’Italia? Solo ora, con le esplosioni di disagio giovanile, concrete sia pur pilotate, acquisiscono la consapevolezza che per agire bisogna prima conoscere e capire? Tutto fa credere che la questione non sia alla loro portata; è, invece, alla portata di chi cavalca il disagio.
Sta diventando sempre più odiosa la frase, intrisa di ipocrisia come un babà al rum, usata in ogni dove: “perché non accada mai più”.
ANTONIO VOX
foto creata con intelligenza artificiale
