”Noi chiediamo solo la verità, di tutte queste incongruenze che ci sono. Solo la verità. Ogni volta si riapre quella ferita che sta sanguinando e che sanguinerà per tutta la vita perché è una cosa che per noi non finirà mai”. Così ai cronisti la madre di Roberta Bertacchi, Marina Bonomo, a Casarano (Lecce), dove ha assistito agli accertamenti dei Ris per la riapertura delle indagini sulla morte della figlia. ”Roberta avrà pace quando avrà giustizia – ha detto – noi non l’avremo mai perché ci mancherà sempre una figlia”. La donna era accompagnata dal legale Luciano De Francesco.
”Quello che non torna in una logica legata alla dinamica è il numero di impronte rinvenute, un numero di impronte ridottissimo rispetto allo spazio che c’è di riferimento, rispetto anche al punto di caduta – ha spiegato l’avvocato – Inoltre le condizioni di Roberta quella sera, la sciarpa corta, sono tutti elementi che in qualche modo non rendono chiara la logica in cui è avvenuto il suicidio”. Per questo la famiglia vuole ”comprendere come mai queste pochissime tracce alla luce di un movimento molto più ampio che avrebbe dovuto fare Roberta”.
