Voli passeggeri dall’aeroporto di Grottaglie: si riaccende la polemica fra Taranto, Brindisi e Lecce

È bastato l’annuncio per riaccendere una vecchia rivalità. Taranto da una parte, Brindisi e Lecce dall’altra. Al centro, il futuro dell’aeroporto di Grottaglie. Venerdì, in Consiglio regionale, il presidente Decaro ha annunciato un avviso pubblico per sondare il mercato e verificare se ci siano compagnie interessate ad attivare voli civili dall’Arlotta.

L’ipotesi è di dodici collegamenti a settimana con Roma e Milano Linate, con orari che consentano anche l’andata e ritorno in giornata. Un progetto ancora tutto da verificare. Al momento non c’è alcuna compagnia e nessun volo è stato assegnato.

Il giorno dopo, durante la cerimonia inaugurale della Fiera del Levante, Decaro è tornato sul rilancio di Grottaglie, annunciando per il 3 ottobre la partenza dei voli cargo. Prima destinazione Istanbul, porta d’accesso a centinaia di collegamenti nel mondo, soprattutto per le merci deperibili e l’agroalimentare pugliese. L’obiettivo dichiarato è fare di Grottaglie il principale scalo cargo del Mezzogiorno.

Ma è l’ipotesi dei voli passeggeri ad aver scatenato la polemica. Taranto rivendica una risposta al suo storico deficit di collegamenti, soprattutto ferroviari; Brindisi e Lecce temono invece che due aeroporti civili a poche decine di chilometri possano finire per contendersi passeggeri e risorse. Il sindaco di Brindisi Marchionna parla di operazione propagandistica. Critiche arrivano dal centrodestra ma anche dal Pd brindisino, che rilancia: “Se Grottaglie punta sui passeggeri, si verifichino anche le potenzialità di Brindisi sul cargo”.