“Alzare le tasse dopo soli due mesi di governo non è stato facile.
Abbiamo adottato una misura necessaria anche se impopolare.
Il disavanzo sanitario ci ha costretti ad aumentare l’Irpef, ma lo abbiamo fatto in modo scaglionato e progressivo, per evitare che pagassero i più fragili o, peggio, con un commissariamento del Governo, pagassero per legge tutti i pugliesi e per di più con l’aliquota più alta”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro all’inaugurazione dell’89/esima Fiera del Levante a Bari. “A fronte di un sacrificio richiesto ai cittadini, dobbiamo migliorare, concretamente, l’offerta sanitaria. Ci siamo riusciti? Non ancora, anche se il lavoro che stiamo facendo sta dando i primi frutti. Ci siamo dati tre obiettivi: riduzione delle liste d’attesa, riorganizzazione dei pronto soccorso, presa in carico da parte degli ospedali dei pazienti cronici, in particolare oncologici”.
Decaro ha spiegato di aver dato ai nuovi dg di Asl “obiettivi definiti e misurabili, con la decurtazione dei premi in caso di mancato raggiungimento del risultato. Con la collaborazione di medici, infermieri e di tutto il personale, che ringrazio uno per uno, abbiamo richiamato, nella prima fase, 250 mila persone in attesa di una visita, un esame o un intervento e anticipato 160 mila prestazioni”. “Basta questo? No. Continuiamo a monitorare agende, flussi delle prescrizioni, conti, e siamo pronti a partire con la fase due: un piano strutturato, in linea con quello per l’abbattimento delle liste d’attesa varato del Governo. Abbiamo definito – ha concluso – percorsi di presa in carico da parte degli ospedali e degli ambulatori a tutela dei pazienti affinché, dopo la prima visita, non si debba più tornare al Cup”.
