Il voto in Sassonia-Anhalt, un sistema allo sbando

L’articolo del Corriere della Sera, dal titolo e sottotitolo: “AfD, l’identikit di chi ha votato il partito di estrema destra in Germania: più uomini che donne, il boom tra gli under 25 … la CDU regge solo tra gli over 70”, ha pubblicato dettagliatamente, arricchendole con grafici molto esplicativi, le statistiche del voto in Sassonia-Anhalt. Ma già titolo e sottotitolo descrivono lo scenario emergente dalle votazioni. Vediamo gli esiti della competizione elettorale 2026 in rapporto a quella del 2021: con la formula da … a …

 

Gli esiti delle votazioni:

1. AfD (Estrema Destra) da 20,8 a 43,8%;

2. CdU (Democrazia Cristiana) da 37,1 a 17,2%;

3. Linke (Estrema Sinistra) da 11 a 8,6%;

4. SpD (SocialDemocrazia) da 8,4 a 9,3%;

5. FDP (Liberali Democratici) da 6,4 a 2,6%;

6. Verdi (Ambientalisti) da 5,9 a 8,9%;

7. BSW (Sinistra) da 0 a 5,3%.

Lo scenario:

a. Astensionismo da 39,7 a 22%;

b. Affluenza da 60,3 a 78%;

c. Governo Sassonia-Anhalt precedente: CDU + SpD + FdP .

d. Governo Federale: CDU + SpD.

 

E’ la fotografia di un terremoto. Ma andiamo con ordine.

Intanto, si nota che FdP, il partito dei liberali democratici, dopo essere scomparso a livello federale, dal Bundestag e dal governo, scompare anche al livello territoriale, dal parlamento e dal governo. E’ la ghigliottina del 5% che trama contro di loro. In effetti, però, l’establishment  liberale appare un po’ strano: da un lato sembra si ostina a non capire che una politica di avvicinamento alla sinistra sia niente affatto gradita al suo elettorato; dall’altro sembra non capire che il liberalismo non può essere ancillare a ideologie di sinistra o di destra che affondano le radici in una filosofia hegeliana di sistema. A consuntivo, per i liberali, stessa storia: a livello federale e a livello territoriale.

Ma il terremoto è che il partito della astensione, il più grande anche in Germania, ha perduto la pazienza verso la politica di centro sinistra ed è sceso in massa a votare: 18 punti in più di affluenza è come se fosse sceso in battaglia un partito enorme. L’elettorato ha deciso di dare il benservito, quasi unanime, all’attuale politica di centro sinistra. Allora, un grande salto in avanti di AfD; un forte arretramento di CDU, da sempre partito di governo in Sassonia-Anhalt; piccoli aggiustamenti negli altri partiti dove si nota un compattarsi verso una sinistra moderata (SpD, BSW, Verdi) anche a danno della Estrema Sinistra (Linke) che perde il 2,4%.

Secondo i dati esposti dal Corriere della Sera, sembra che abbiano contribuito al boom di AfD ben 153.000 ex astenuti, 83.000 dalla CDU (migrati dal governo addirittura alla opposizione), 19.000 dal FpD (i liberali in massa).  

C’è poco altro da dire se non che il segnale, a Merz, alla EU, al centro sinistra, ai liberali, è inequivocabile.

Il Corriere della Sera ha, però, approfondito l’analisi statistica. Ad esempio, si può osservare che la corsa verso AfD è accentuata negli uomini piuttosto che nelle donne che preferiscono, invece, rimanere in CDU. Come si può, anche, rilevare che la corsa verso AfD è caratteristica dei giovani e maturi (dai 18 ai 69 anni) mentre si attenua dai 70 in su a dimostrazione che una età più che matura è poco incline a cambiare le carte in tavola.

Tuttavia, sono dati che non hanno nulla di sorprendente rispetto all’incredibile rifiuto espresso dagli elettori, accorsi in massa alle urne, della attuale politica territoriale e federale.

Un dato significativo, però, è che il rifiuto della attuale politica è stato espresso, quasi coralmente, da chi ha un livello di istruzione basso e medio; cioè dalla cosiddette “masse popolari”, quelle che dispongono di minori risorse economiche , di minori capacità di movimento, di minori opzioni. Queste mostrano la consapevolezza di non essere più rappresentate dal sedicente centro sinistra che sembra aver tradito la sua propria platea originale. Un tradimento così insopportabile tanto che le “masse popolari” migrano addirittura verso la estrema destra: un tradimento che si sta rivelando non più eventuale ma strutturale.

Ma se i democratici cristiani si svuotano delle “masse popolari”, allora, nel Centro Sinistra, le percentuali relative della media borghesia, omologata ed erudita, crescono. Il CSx si va trasformando in una area di casta.

A sentire Bonaccini, che su questo tema insiste imperterrito, questo fenomeno non è tipico solo in Germania. Bonaccini ne sembra soddisfatto piuttosto che preoccupato. Sembra quasi che la evoluzione del CSx sia inarrestabile.

E’ chiaro, poi, come la distribuzione del voto rispetto al livello di istruzione riverberi anche rispetto alla situazione economico finanziaria dell’elettore.

 


Ora, se si va a rileggere il sondaggio su sé stessa, promosso dalla EU, descritto nell’articolo “La EU agli sgoccioli, verso il camposanto?”, pubblicato su queste stesse pagine, lo scenario complessivo appare del tutto coerente.

Alla luce di quei dati di sondaggio, il voto in Sassonia-Anhalt non avrebbe dovuto essere una sorpresa.

E’, invece, sorprendente che politici di lungo corso possano essere così ciechi. Si comprende, quindi, la distanza abissale che c’è fra la politica e i suoi giochi dalla realtà della Società Civile.

Allora, è anche comprensibile che si continui imperterriti a percorrere le stesse strade come la indimenticabile orchestra del Titanic.  

Infatti, la probabilità è che non cambi nulla, nel breve periodo.

ANTONIO VOX 

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