Checco Zalone e Gennaro Nunziante tornano a progettare insieme il loro prossimo film. Dopo il successo di Buen Camino, il regista e Luca Medici hanno nuovamente aperto il cantiere della scrittura, lavorando a una storia ancora in fase di definizione. Non ci sono per ora date per l’inizio delle riprese né indicazioni sulla futura distribuzione, ma dalle parole di Nunziante emerge già una possibile direzione narrativa: raccontare il classismo e, in particolare, le divisioni che passano attraverso la cultura.
L’anticipazione è arrivata alla Mostra del cinema di Venezia, durante un incontro organizzato dalla Fondazione Ente dello spettacolo. Nunziante ha spiegato che il confronto con Medici riguarda una questione che considera sempre più evidente non soltanto in Italia, ma anche nel resto del mondo. Il punto non sarebbe quindi limitarsi alla tradizionale rappresentazione delle differenze economiche: l’interesse della coppia sembra rivolgersi anche ai meccanismi attraverso i quali istruzione, linguaggio e appartenenza sociale possono creare nuove distanze.
A colpire il regista è soprattutto il rapporto sempre più difficile tra il mondo della cultura e una parte del pubblico. Per descrivere questo cambiamento ha fatto riferimento alla propria esperienza a Bari, ricordando un periodo in cui gli intellettuali potevano incontrare studenti e cittadini in luoghi comuni, dalle scuole alle piazze. Oggi, secondo la sua lettura, il confronto avviene più spesso all’interno di spazi culturali organizzati e accessibili attraverso un biglietto. Un dettaglio apparentemente semplice che, però, può diventare il simbolo di una frattura più ampia.
È proprio questa contrapposizione a poter diventare materia per una nuova commedia. Nel cinema di Zalone, infatti, le situazioni quotidiane sono spesso il punto di partenza per mettere in scena comportamenti collettivi e contraddizioni difficili da riconoscere. Il personaggio comico diventa così una sorta di lente deformante attraverso la quale osservare la realtà, senza la necessità di trasformare ogni tema in una predica.
Nunziante ha ribadito del resto una precisa idea del proprio mestiere. La comicità, nella sua visione, deve avere la capacità di disturbare le certezze e introdurre il dubbio. Non necessariamente offrire una posizione definitiva, dunque, ma creare una situazione nella quale lo spettatore sia costretto a interrogarsi. Da qui anche la volontà di evitare un umorismo basato soltanto sul cinismo, considerato dal regista non sufficiente per dare profondità alla satira.
Il possibile nuovo film nasce quindi all’interno di una collaborazione che ha già prodotto alcuni dei maggiori successi della commedia italiana contemporanea. Nunziante ha diretto Zalone in Cado dalle nubi, Che bella giornata, Sole a catinelle e Quo vado?, quattro pellicole che hanno contribuito in maniera decisiva a costruire il fenomeno cinematografico legato al personaggio di Checco. Dopo Quo vado?, uscito nel 2016, le strade professionali dei due si erano temporaneamente separate.
Nel frattempo Zalone aveva assunto personalmente la regia di Tolo Tolo, mentre Nunziante aveva proseguito il proprio percorso. La nuova riunione della coppia è arrivata con Buen Camino, che ha segnato un ritorno particolarmente atteso dal pubblico. Il film ha avuto un enorme riscontro nelle sale italiane, confermando la capacità di Zalone di trasformare ogni nuova uscita in un appuntamento di massa.
Anche in quel caso, dietro la comicità c’era una riflessione su questioni più complesse. La storia seguiva un uomo molto ricco alle prese con il Cammino di Santiago, un’esperienza che lo portava progressivamente lontano dalle comodità e dalle certezze garantite dalla sua condizione economica. Il viaggio diventava così un dispositivo narrativo per affrontare il rapporto tra padri e figlie, la violenza contro le donne e una certa crisi del ruolo maschile.
Il prossimo progetto sembra invece voler cambiare prospettiva. Il classismo culturale apre infatti la strada a una commedia che potrebbe concentrarsi sulle gerarchie meno evidenti della società: quelle determinate dal livello di istruzione, dal modo di parlare, dai riferimenti culturali e dalla possibilità di frequentare determinati ambienti. Sono elementi che spesso non vengono percepiti come vere barriere, ma che possono influenzare profondamente il modo in cui le persone si relazionano tra loro.
Per Zalone e Nunziante si tratta di un terreno narrativo particolarmente fertile. La distanza tra élite culturali e pubblico popolare può generare equivoci, incomprensioni e situazioni paradossali, ma anche offrire l’occasione per ribaltare i punti di vista. Il rischio, per una commedia costruita su un argomento simile, sarebbe quello di trasformare il film in uno schieramento tra buoni e cattivi. La filosofia espressa da Nunziante lascia invece pensare alla ricerca di una satira capace di colpire in più direzioni.
Non è ancora possibile sapere quale sarà il protagonista della nuova storia, né se il film avrà un’ambientazione legata direttamente al mondo della cultura. Mancano anche titolo, cast e programma produttivo. Tutti gli elementi sono ancora sul tavolo e la fase di elaborazione potrebbe modificare sensibilmente l’idea iniziale.
Una cosa, però, appare già chiara: dopo aver affrontato con Buen Camino il tema della ricchezza e dei limiti che il denaro non riesce a superare, Zalone e Nunziante sembrano intenzionati a spostare lo sguardo verso un’altra forma di privilegio. Non quello che si misura soltanto attraverso ciò che si possiede, ma quello che può derivare dalla possibilità di accedere a determinati luoghi, conoscenze e occasioni.
