San Cataldo, si lavora per i mercatini di Natale: sono i ragazzi del progetto “Il mare parla molte lingue”

San Cataldo, è il caso di dirlo, ha fatto scuola. E la scuola – anzi, le scuole interessate – si sono innamorate di San Cataldo. Dove proseguono le attività del progetto “Il mare parla molte lingue”, e dove i ragazzi dello Stomeo-Zimbalo – istituto capofila del progetto – si stanno attrezzando per organizzare un mercatino natalizio che servirà a continuare appunto la missione datasi dagli studenti: promuovere e valorizzare la marina leccese dopo averla vissuta e conosciuta a fondo. Il progetto, nato da una collaborazione tra l’associazione “Lecce sul mare – San Cataldo ODV”, ha visto la partecipazione di cinque scuole del territorio: gli istituti comprensivi Stomeo Zimbalo (capofila), “Ammirato Falcone” e “Galateo Tempesta” di Lecce e “Armando Diaz” di Vernole e Castrì, l’Itet “Grazia Deledda” di Lecce. Realtà formative i cui ragazzi, nel corso dell’anno, hanno partecipato a percorsi diversi ma complementari: dalla liberazione di una tartaruga marina alle visite nella riserva biogenetica di San Cataldo e nell’oasi WWF Le Cesine; dalla pulizia della spiaggia agli incontri con realtà impegnate nella tutela ambientale; dalle esperienze di vela e cultura marinara ai percorsi storico-archeologici e alle attività scientifiche e interdisciplinari con l’Università.

 

Le attività sono state presentate nelle scorse settimane durante la prima edizione di una serata che, in piazzetta Margarito da Brindisi, ha visto la partecipazione di diverse centinaia di persone, tra studenti e famiglie, e i rappresentanti di “Lecce sul mare”. Incontro durante il quale le scuole e l’associazione hanno idealmente firmato un impegno: considerare quella serata un inizio, non la fine di qualcosa. Impegno preso molto seriamente dai ragazzi, che dall’esperienza molto “green” di San Cataldo hanno imparato che l’ambiente conta, eccome: “Partecipiamo ad un bando PON appena uscito per la realizzazione di progetti didattici per promuovere l’attenzione e il rispetto dei beni pubblici.  Andremo inoltre a riqualificare gli spazi esterni della scuola con materiale di riciclo per creare aule outdoor”. E poi i mercatini di Natale sulla piazza, accanto appunto all’aiuola di “Radici sul mare”, annuncia ancora la preside dello Stomeo-Zimbalo, Maria Elisabetta Tundo. “Il nostro sogno è che da qui parta un percorso di riqualificazione che coinvolga altre scuole, il Comune, l’Ufficio scolastico territoriale, le aziende, i Lions, gli esercenti, Sancas. Ognuno può portare qualcosa: chi un’idea, chi del tempo, chi un aiuto concreto. La scuola mette a disposizione la cosa più preziosa che ha: i suoi ragazzi, con la loro energia e la loro voglia di fare… il mare di San Cataldo continuerà a parlare le sue lingue. Noi continueremo a farle dialogare, e ad aggiungerne di nuove. Abbiamo piantato delle radici. Adesso tocca a tutti, insieme, farle crescere”.

 

Una vocazione, quella alla tutela dell’ambiente, accentuata dalla collaborazione con l’associazione “Lecce sul mare”, che ha come obiettivo appunto la trasformazione di San Cataldo in un vero e proprio quartiere della città: “C’è un momento preciso in cui un luogo smette di essere solo uno sfondo geografico e diventa identità, radici, futuro. Quel momento si è compiuto nei giorni scorsi con la manifestazione “Il mare parla molte lingue”, che ha celebrato la chiusura della sua prima edizione con un successo che va ben oltre i numeri”.  A tracciare il bilancio dell’iniziativa il presidente dell’associazione, Luigi Bolognini, che dal palco ha voluto ridefinire il concetto stesso di rilancio del territorio: “Per noi di “Lecce sul Mare” rilanciare San Cataldo non significa semplicemente un’operazione di restyling. Significa qualcosa di molto più profondo: farle ritrovare la sua identità e farne riconoscere l’immenso valore”. Perché le infrastrutture si possono ricostruire, continua il presidente Bolognini, “ma un territorio cambia davvero solo quando cambia il modo in cui viene pensato, percepito e vissuto. E chi può farlo meglio delle nuove generazioni? Quando un ragazzo scopre che la storia e la bellezza sono sotto i suoi piedi, quel luogo smette di essere un posto qualunque e diventa casa sua, qualcosa da proteggere, amare e valorizzare. Siamo partiti dai ragazzi perché non stiamo solo cercando di rilanciare la San Cataldo di oggi. Stiamo piantando i semi per la San Cataldo di domani”. 

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