Salento, operazione carabinieri per estorsione: la denuncia dell’imprenditore: «Ci sono già aziende che pagano»

Prima il messaggio affidato a un conoscente, poi l’appuntamento in una villa comunale. È il racconto contenuto nella denuncia presentata il 17 gennaio 2026 dall’imprenditore ai carabinieri del Comando Provinciale di Lecce, che ricostruisce un incontro avvenuto il 6 dicembre precedente e nel quale, secondo la sua testimonianza, gli sarebbe stata prospettata una richiesta di denaro.

La mattina, intorno alle 9, nella sua azienda si sarebbe presentato un  commerciante di auto di Aradeo e conoscente dell’imprenditore. Dopo aver parlato del più e del meno, l’uomo gli avrebbe detto che voleva incontrarlo Luigi Di Gesù, originario di Noha. L’imprenditore denunciante scrive di conoscerlo di nome e di essere a conoscenza dei suoi trascorsi giudiziari, circostanza che — racconta — gli avrebbe già fatto intuire il possibile motivo dell’incontro.

«Ambasciatore non porta pena», avrebbe esordito il commerciante di auto, per poi chiedergli di comunicargli quando sarebbe stato disponibile, così da riferirlo a Di Gesù. L’imprenditore gli avrebbe risposto che stava per partire per la Spagna e che lo avrebbe contattato al ritorno.

Ma, riferisce nella denuncia, il timore suscitato dalla situazione lo avrebbe spinto a cambiare idea  già nel pomeriggio. Dopo aver ricevuto la disponibilità a incontrarsi, l’appuntamento sarebbe stato fissato per le 17.30 alla villa comunale di Aradeo.

L’imprenditore racconta di essere arrivato a bordo del furgone aziendale. Di Gesù, già presente a piedi, gli avrebbe fatto cenno di avvicinarsi. Gli avrebbe chiesto di scendere dal mezzo e di lasciare il cellulare all’interno; i due si sarebbero quindi allontanati lungo il marciapiede.

È lì che, secondo il racconto dell’imprenditore, Di Gesù avrebbe parlato di una serie di passaggi nelle aziende della zona industriale di Seclì. «Noi stiamo facendo dei passaggi sulla zona industriale di Seclì a tutte le aziende e c’è chi ci dà 5-10-15 mila euro all’anno», avrebbe detto, aggiungendo che «c’è già chi paga», facendo nome di due note aziende.

Poco dopo, sempre stando alla denuncia, avrebbe proseguito: «Così se poi succede qualcosa ci siamo sempre noi di Noha che risolviamo i problemi. Non sto venendo con la pistola, non ti dico quanto, fai tu». Nel corso della conversazione avrebbe anche fatto riferimento all’acquisto, da parte dell’imprenditore, di un capannone nella zona artigianale di Aradeo: «Che già ci hai fatto un torto comprando quel capannone alla zona artigianale di Aradeo senza passarci parola».

L’imprenditore riferisce di essersi sentito «notevolmente provato» e di aver preso tempo, dicendo che ci avrebbe pensato. Di Gesù gli avrebbe risposto che, se avesse avuto qualcosa da comunicargli, avrebbe dovuto farlo tramite l’uomo che si era reso disponibile a fare da intermediatore.

Nella denuncia l’imprenditore afferma di non aver più contattato l’intermediario e di non avere intenzione di farlo. Ha quindi deciso di rivolgersi ai carabinieri per riferire quanto accaduto.

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