«Il sociale non si usa per raccogliere consensi. Si pratica, ogni giorno, al fianco di chi rischia di restare indietro» sostiene Erica Martini della Segreteria Nazionale di ‘Italia Domani-Marco Rizzo’.
Prosegue la dott.ssa Martini: In Italia migliaia di famiglie si trovano ad affrontare quotidianamente una realtà che la politica ha troppo spesso relegato ai margini: quella dei caregiver familiari, che sono persone che assistono figli, genitori e familiari con disabilità, sacrificando lavoro, reddito, tempo personale e prospettive future.
Si tratta di un impegno enorme quanto indispensabile per la società, che ancora fatica a trovare un riconoscimento adeguato.
Per troppo tempo si è parlato di: < Inclusione, Solidarietà e Diritti > senza mettere al centro chi, concretamente, sostiene il peso dell’assistenza.
La proposta per il riconoscimento giuridico, economico e sociale del caregiver familiare, promossa dall’associazione Caregiver Familiari Uniti (CFU) e presentata alla Camera, pone una questione politica precisa: quanto vale davvero il lavoro di cura per lo Stato italiano?
< La legge attuale 104/92 fornisce un primo riconoscimento lavorativo, fiscale, previdenziale ed economico, anche per il mezzo della misura cosiddetta “dell’accompagnamento”.
I partiti sensibili alla problematica si stanno prodigando per allargare le maglie dei requisiti imposti dalla legge attuale, giudicate troppo restrittive, per fornire ulteriori facilitazioni sanitarie e lavorative.
In questo preciso momento, il dibattito politico e parlamentare sui caregiver è caldissimo: il 14 ottobre 2026 la Camera dei Deputati ha approvato in prima lettura il Disegno di Legge “Caregiver familiare” (Ddl A.C. 2789), che è ora passato all’esame del Senato anche per l’intervento di CFU.
Uno degli aspetti principali riguarda la classificazione della figura, da normare a livello nazionale dividendola in base all’impegno:
· Prevalente: assistenza continuativa pari o superiore a 91 ore settimanali (circa 13 ore al giorno) e coabitazione con l’assistito,
· Convivente: assistenza compresa tra le 30 e le 90 ore settimanali,
· Non convivente: assistenza pari o superiore a 30 ore settimanali senza coabitazione,
· A impegno ridotto: assistenza compresa tra le 10 e le 29 ore.
Sebbene l’approvazione alla Camera sia il primo passo storico per l’assistenza informale in Italia, il Disegno di legge ha sollevato forti discussioni e critiche sia dalle opposizioni parlamentari sia dalle associazioni di categoria. Le obiezioni riguardano i requisiti d’accesso al bonus (considerati troppo escludenti) e lo stanziamento economico complessivo (pari a circa 257-260 milioni di euro annui dal 2027), ritenuto incapace di coprire concretamente i bisogni dei milioni di caregiver familiari presenti in Italia. >
Per Erica Martini non bastano le sole dichiarazioni di principio, ma serve:
· una legge organica delle tutele previdenziali,
· riconoscimento economico e
· servizi capaci di impedire che le famiglie siano lasciate sole.
Il caregiver non può essere riconosciuto come indispensabile a parole e dimenticato quando si devono garantire diritti e risorse.
È su questo terreno che si colloca il suo impegno con ‘Italia Domani’ che il 3 ottobre, durante il Congresso Nazionale, ha accolto i rappresentanti dei caregiver familiari dando loro la possibilità di esporre direttamente le proprie istanze e di far sentire la loro voce.
Mentre troppe associazioni denunciano di non trovare interlocutori, ‘Italia Domani’ ritiene che la politica debba tornare a confrontarsi con le persone reali, con i loro problemi e con le battaglie che portano avanti.
‘Italia Domani’ vuole stare dentro il sociale, non sopra. Non vuole parlare al posto delle associazioni, ma lavorare con loro; non promettere soluzioni facili, ma contribuire a costruire risposte concrete. È questa la differenza tra una politica che si limita a cercare consensi e una che sceglie di assumersi le proprie responsabilità.
L’appello al Parlamento e al Governo è chiaro: basta rinvii, basta riconoscimenti incompleti, basta diritti affidati alla fortuna di vivere in una regione piuttosto che in un’altra. Occorre una legge organica che garantisca tutele effettive, risorse adeguate e pari diritti su tutto il territorio nazionale.
Erica Martini, in qualità di referente nazionale per le Associazioni di ‘Italia Domani – Marco Rizzo’, continuerà a confrontarsi con i caregiver e con molte altre realtà associative, affinché le loro richieste restino nell’agenda politica, anche quando non fanno notizia.
Una politica che dimentica chi si prende cura degli altri tradisce il principio stesso della solidarietà.
Questa battaglia si inserisce, con pieno diritto, nella visione politica di ‘Italia Domani’: restituire al popolo la propria sovranità, sottraendo le decisioni che riguardano la vita delle persone all’influenza delle élite economiche e delle multinazionali.
La dott. Erica Martini, oltre al proprio incarico nazionale, si rende disponibile come punto di riferimento per i cittadini e le famiglie che necessitano di ascolto, confronto e orientamento e per collaborare e dare voce alle associazioni presenti sul territorio.
Il suo impegno si estende anche all’attività associativa, attraverso APPO – Azione per la Parità dei Padri Oggi, a tutela dei padri separati e del diritto dei figli alla bigenitorialità (sancita dalla Legge 54/2006), nonché alla violenza sugli uomini fra le mura domestiche e sui luoghi di lavoro.
Quella dei Padri separati è una categoria attualmente bistrattata su tutti i livelli, a cominciare da quello giudiziario.
Per informazioni, segnalazioni e per avviare un confronto, Erica Martini sarà a disposizione al recapito telefonico: 347 3423419.
