Il governo corre ai ripari sulla violenza in piazza. Quelle scene che abbiamo visto sono percepite nei Palazzi come una sfida al governo su un terreno, la sicurezza, che per la destra di governo è altamente qualificante. Il provvedimento dovrà passare per il Parlamento che modificherà qualcosa, poi si dovrà applicare concretamente (che non sarà facile) e poi la magistratura potrà -come spesso accade- far finta di nulla. Quindi per noi commentatori forse è più utile dedicarsi all’altra notizia che si impone all’attenzione dei cittadini: i supermercati vuoti. Qui le proteste non sono così eclatanti ma sono efficaci anche se sono anch’esse un po’ violente; si ha la sensazione plastica, effettiva, concreta della contrapposizione tra l’economia reale che incrocia le braccia per sopravvivere e la grande impresa che deve subire. Grande impresa che presto dovrà registrare perdite rilevanti nei suoi bilanci che potrebbero minarne la credibilità; il gioco è appena iniziato e tutti gli italiani sembrano essere dalla parte delle proteste.
La sinistra sembra se ne sia chiamata fuori pur sapendo che così si potrebbe dimostrare che essa è favorevole al caro energia e alla grande impresa che non vuole smettere di accaparrarsi fiumi di soldi.
La destra di governo che nei sondaggi mostra di avere consensi significativi non può non accorgersi che le proteste sono dovute a critiche molto serie sulle politiche recenti e meno recenti e non certo a consensi.
Non si può dire che qualcosa non va nella recente conduzione della economia se dobbiamo assistere a mobilitazioni spontanee o quasi della popolazione peraltro unanimi.
Icona di tutto questo è il tavolo sull’olio di oliva promosso dal governo per mettere a confronto i grandi commercianti e i piccoli produttori. Il solo fatto di aver messo di fronte le due parti dimostra all’opinione pubblica la sostanza della attuale situazione: esiste una netta e chiara contrapposizione di interessi tra le due parti e il disastro economico attuale è dipeso dagli appetiti della grande impresa che peraltro insiste a non voler stare dalla parte dei contadini suoi fornitori. Un errore tattico enorme della GDO che i rappresentanti dei contadini potrebbero utilizzare rimanendo fermi sulle proprie posizioni che dovrebbero essere sintetizzate nel lancio di un nuovo standard qualitativo (un marchio) che rappresenti meglio la qualità e territorialità del prodotto e la immediata sospensione delle importazioni da qualunque parte del mondo vengano nel periodo della raccolta. Il primo si può fare senza chiedere permesso a nessuno mentre il secondo deve essere posto in essere dalle Autorità. In entrambi i casi il governo deve decidere se essere dalla parte dei finanzieri internazionali e cioè dei ricchissimi o della gente che lavora. Se i contadini capiscono questo possono vincere su tutto.
È in gioco anche la credibilità del cibo italiano recentemente assurto a patrimonio dell’Umanità e quindi va fatta una netta differenziazione tra cibo italiano (prodotto dai contadini) e quello “simil italiano” cioè prodotto con l’ausilio delle sementi geneticamente modificate o di macchinari che ne riducono grandemente la qualità o addirittura spacciare per italiano dell’altro che è proveniente da un chissà dove non meglio specificato.
Inoltre per decenni la politica ha indotto se non costretto a produrre cibo sempre più alto di qualità; adesso vedere che sugli scaffali trionfa il simil italiano fa crollare ogni residua credibilità delle Istituzioni nazionali. Simil italiano che trionfa grazie al successo dell’italiano vero che però rimane invenduto!!!!
Il governo che ha promosso la italianità, ora deve difendere questa sua conquista e deve mettersi senza se o ma dalla parte di chi ha meritato tale riconoscimento mondiale.
Ai contadini e agli autotrasportatori diciamo che il momento è importante per ridimensionare la grande impresa finanziarizzata che influenza i governi e le organizzazioni internazionali fino a sostituirsi alla politica. Per il bene di tutti in tutto il mondo si deve vincere totalmente, sennò il futuro sarà in mano ai teppisti che hanno devastato le città italiane meno vivibili e hanno costretto la Francia al coprifuoco notturno quasi dappertutto.
Vedremo.
CANIO TRIONE
