Condanna a due anni di reclusione per Andrea Guido, attuale assessore al Welfare del Comune di Lecce. La sentenza è giunta nell’ambito del processo sulle presunte infiltrazioni del clan camorristico Moccia in Puglia. I giudici hanno escluso l’aggravante mafiosa, concedendo la sospensione della pena e disponendo l’interdizione dai pubblici uffici per due anni. La Procura di Napoli aveva richiesto una condanna a sei anni e mezzo. L’imputazione di corruzione riguarda fatti dell’aprile 2017, quando Guido ricopriva il ruolo di assessore all’Ambiente nella giunta Perrone.
Secondo la tesi accusatoria, Guido avrebbe incassato una tangente di 2.500 euro (anticipo di una tangente da 5.000 euro) per agevolare la società Soloil Italia, riconducibile al clan di Afragola, nel settore della raccolta degli oli esausti a scapito di altre aziende concorrenti. La somma sarebbe stata fornita tramite intermediari, tra cui il 55enne di Novoli Giuseppe D’Elia, pure lui condannato a due anni. Gli appalti contestati non vennero comunque mai aggiudicati alla Soloil.
La vicenda giudiziaria era scoppiata nell’aprile del 2022 con un’ordinanza di custodia cautelare sfociata in 139 giorni di arresti domiciliari per l’esponente politico, prima del reintegro in Consiglio e della successiva nomina nella giunta guidata dalla sindaca Adriana Poli Bortone. Difeso dagli avvocati Ivan Feola e Andrea Sambati, Guido ha sempre dichiarato la propria estraneità ai fatti, negando con fermezza il passaggio di denaro. La caduta della circostanza aggravante del metodo mafioso ridimensiona il quadro dipinto dagli inquirenti nell’inchiesta condotta dai Carabinieri del Ros.
