Ci potrebbe essere una sfida social dietro la morte di Daniele Bonatesta, 20 anni di Collepasso, trovato impiccato ad un albero nel giardino di casa, la mattina del 20 settembre scorso. Quello che in un primo momento era stato chiuso dai carabinieri come un suicidio, seppur inspiegabile, potrebbe nascondere altro. Ne sono convinti i genitori del giovane, Orazio e Abbondanza che nei giorni scorsi con l’avvocato Walter Zappatore hanno depositato in Procura un esposto-memoria nel quale viene chiesto di avviare degli approfondimenti informatici sul pc e sul cellulare del giovane. Si chiede di scoprire cosa possa essere accaduto la notte tra il 19 e il 20 settembre, quando il ragazzo sarebbe rimasto al computer sino alle 5 del mattino per poi essere trovato appeso ad un albero appena 4 ore dopo.
Il timore che possa essere stato indotto o condizionato da qualcuno a compiere una sfida estrema. Un ragazzo semplice, nessun segno di disagio, legatissimo alla famiglia, il 14 settembre aveva iniziato il primo anno di università col sogno di diventare un ingegnere informatico. Il microfono del pc trovato acceso e collegato ad una piattaforma on line con possibilità di dialogo e ancora il cellulare trovato vicino al corpo, fa sorgere l’ipotesi che stesse conversando o chattando con qualcuno fino alla fine. Oppure che dovesse fotografare o filmare qualcosa per poi inviarla. Sono i questi i dubbi palesati dai familiari agli inquirenti, insieme al ritrovamento dopo la morte nella sua camera da letto, di un cappio composto da due cavi del computer.
