“La pioggia tanto attesa dopo mesi di siccità torna a bagnare i campi pugliesi, ma quando si concentra in poche ore e cade con violenza rischia di trasformarsi da risorsa in un fattore di danno per le campagne, le colture e le infrastrutture, come sta accadendo in questi giorni in Puglia, colpita da nubifragi, allagamenti e trombe d’aria”. A denunciarlo è Coldiretti Puglia, sulla base degli ultimi eventi meteorologici registrati sul territorio, mentre i dati dell’European Severe Weather Database (Eswd) segnalano dal 3 al 10 ottobre 24 eventi estremi in Puglia, di cui 22 nubifragi e 2 tornado in Salento.
“Le conseguenze del maltempo sono state evidenti soprattutto in Salento – spiega l’organizzazione agricola – una situazione che conferma la vulnerabilità di un territorio nel quale la pioggia, fondamentale per ricaricare le riserve idriche e restituire umidità ai suoli, non riesce a tradursi automaticamente in un beneficio per l’agricoltura quando cade in maniera violenta e concentrata”. Per le imprese agricole, infatti, il problema è duplice, perché da una parte “c’è la necessità di recuperare la disponibilità idrica dopo periodi prolungati di siccità”, che hanno pesato sulle produzioni e sui costi aziendali; dall’altra, il rischio che precipitazioni improvvise e intense “provochino – insiste Coldiretti Puglia – ristagni, ruscellamenti, erosione del terreno e danni alle colture, senza consentire all’acqua di infiltrarsi efficacemente nel suolo. La pioggia utile è quella che cade con regolarità e viene trattenuta dal terreno, non quella che in poche ore mette in difficoltà aziende agricole, cittadini e infrastrutture”.
“La fragilità del territorio rende indispensabile passare dalla gestione delle emergenze a una strategia strutturale di prevenzione – aggiunge Coldiretti Puglia – occorre rafforzare la manutenzione ordinaria e straordinaria dei canali, dei corsi d’acqua e delle opere di drenaggio, rimuovendo gli ostacoli al deflusso e intervenendo sulle situazioni più esposte al rischio idraulico e idrogeologico. La manutenzione non può essere affrontata soltanto dopo gli allagamenti, ma deve diventare una priorità permanente, attraverso una programmazione coordinata tra Regione, Consorzi di bonifica, Comuni e soggetti competenti. È inoltre necessario accelerare gli investimenti nelle infrastrutture idriche, ridurre le perdite delle reti e realizzare opere capaci di raccogliere e conservare l’acqua piovana, così da renderla disponibile – sostiene Coldiretti – nei periodi di maggiore fabbisogno agricolo. La gestione della risorsa idrica deve tenere insieme prevenzione del rischio, accumulo e riutilizzo dell’acqua, manutenzione del territorio e sostegno alle aziende che producono cibo e garantiscono la cura del paesaggio rurale”.
