Scuole allagate a Lecce, Giovani Democratici: i tetti delle strutture fanno acqua, ma Meloni pensa solo ai tetti degli stranieri

«È il paradosso di un Paese nel quale Giorgia Meloni mette un tetto limite agli studenti stranieri, mentre ci si dimentica delle condizioni in cui gli studenti stessi versano: nelle scuole l’acqua entra dai soffitti», dichiara Enrico Bove, Segretario dei GD Lecce.

È la denuncia dei Giovani Democratici di Lecce a seguito delle forti precipitazioni che hanno colpito la città nelle ultime ore, facendo emergere gravi criticità in diversi istituti scolastici superiori.

Le immagini diffuse sui social dagli stessi studenti restituiscono una situazione preoccupante. All’istituto Presta Columella, alcuni video mostrano infiltrazioni d’acqua provenienti dai soffitti delle aule, con evidenti disagi per lo svolgimento delle lezioni. Segnalazioni analoghe hanno interessato anche gli istituti Enrico Fermi e Banzi-Bazoli.

«Non possiamo continuare a considerare queste situazioni delle semplici conseguenze del maltempo. Frequentare lezioni in edifici nei quali l’acqua penetra dai soffitti non può essere considerato normale», dichiarano i Giovani Democratici di Lecce.

Il circolo cittadino richiama quindi l’attenzione sulla necessità di investimenti strutturali nell’edilizia scolastica da parte del Governo, con interventi tempestivi sulle priorità quando si parla di scuola.

«C’è qualcosa di profondamente contraddittorio nelle priorità di questo Governo – continua Enrico Bove – visto che nelle ultime settimane Giorgia Meloni e il ministro Valditara hanno alimentato il dibattito politico attorno al tetto agli studenti stranieri nelle classi. Intanto, a Lecce, gli studenti devono preoccuparsi dei tetti delle proprie aule. Si discute di percentuali, cittadinanza e divieti, mentre il diritto allo studio in edifici sicuri continua a scontrarsi con problemi persistenti».

«A Giorgia Meloni e Giuseppe Valditara vorremmo ricordare una cosa molto semplice: prima di preoccuparsi di quanti studenti stranieri possano entrare in un’aula, bisognerebbe preoccuparsi che da quell’aula non entri la pioggia. Perché il problema della scuola italiana non sono gli studenti che arrivano da altri Paesi, ma i soffitti che non riescono a proteggere chi vive quei luoghi», conclude Bove.