La decisione di alcune compagnie petrolifere di fissare un tetto massimo al prezzo del carburante non fa fare salti di gioia alla Categoria degli Ambulanti italiani i quali, da un lato si sentono beffati in quanto in questi mesi hanno dovuto sobbarcarsi dei continui e progressivi aumenti del gasolio sentendosi dire che tali aumenti derivavano dal libero mercato, dalle politiche internazionali e da altre condizioni apparentemente “indipendenti” dalle volontà nazionali; dall’altro non si dicono per niente garantiti dalla decisione del tetto fissato.
Queste le parole del Presidente CasAmbulanti Italia, il pugliese Savino Montaruli, che dichiara: “la mobilitazione della categoria sfociata nella grande manifestazione con corteo di 150 furgoni ad Andria, è stata l’espressione di disagio che è alla base di numerose problematiche che coinvolgono gli ambulanti italiani. Uno stato di agitazione che non trova alcun motivo di soddisfazione in una decisione che lascia comunque il costo del gasolio a livelli insostenibili, dopo averci fatto peraltro pagare quel costo che avrebbe, a questo punto, potuto essere calmierato da settimane senza far ricadere sui nostri bilanci aziendali il peso di quei prezzi assurdi. La battaglia degli ambulanti d’Italia resta quella del riconoscimento di categoria che deve beneficiare della scontistica e dell’agevolazione sul costo del gasolio, esattamente come avviene per le altre che ne beneficiano da tempo. Siamo vicini e solidali anche a quelle categorie che in queste ore si stanno mobilitando per richiedere risposte che da parte del Governo centrale ancora non arrivano. Nelle prossime ore saranno assunte altre iniziative di protesta e di contestazione” – conclude Montaruli.
