Una imponente operazione di perquisizione straordinaria si è svolta nella giornata di ieri all’interno di alcune sezioni del reparto “Media Sicurezza” della Casa Circondariale di Lecce. L’intervento ad alto impatto ha visto l’impiego sinergico di numerose unità di Polizia Penitenziaria giunte in supporto da diversi Istituti Penitenziari del Provveditorato Regionale della Puglia, affiancate dalle unità cinofile specializzate del Corpo.
L’operazione ha portato al fondamentale recupero di un ingente quantitativo di materiale illecito: circa 20 telefoni cellulari di tipo smartphone e oltre 200 grammi di sostanze stupefacenti di vario genere e altri oggetti del tipo non consentito. Il commento del Segretario Provinciale AL.Si.P.Pe., Fabio Nicoletti Sull’esito delle attività è intervenuto il Segretario Provinciale AL.Si.P.Pe. di Lecce, Fabio Nicoletti, che ha espresso profondo plauso per la brillante riuscita dei controlli, ponendo l’accento sulla gravità dei reati contrastati: «Il rinvenimento di un quadro così articolato di illeciti richiama l’attenzione su norme cardine del nostro ordinamento. Da un lato la disciplina del D.P.R. 309/1990 (Testo Unico in materia di stupefacenti), la cui violazione all’interno degli istituti di pena rappresenta una minaccia letale per la salute dei ristretti e la stabilità della struttura. Dall’altro, l’applicazione dell’art. 391-ter del Codice Penale, introdotto dal legislatore per sanzionare penalmente l’ingresso, la detenzione e l’uso indebito di dispositivi idonei alla comunicazione da parte dei detenuti.
La ratio dell’art. 391-ter c.p. risiede proprio nel neutralizzare la pericolosità sociale derivante dalla possibilità per chi è recluso di mantenere un filo diretto con l’esterno. I numeri di Lecce dimostrano quanto sia pervasivo questo fenomeno e quanto indispensabile sia l’azione di contrasto svolta dalle nostre donne e dai nostri uomini.» La denuncia istituzionale: le dichiarazioni del Segretario Regionale AL.Si.P.Pe., Dott. Roger Durante A rimarcare la complessità dello scenario attuale e le criticità strutturali del sistema è il Segretario Regionale AL.Si.P.Pe. Puglia, Dott. Roger Durante: «In questa fase storica assistiamo a un salto di qualità della criminalità, sia organizzata che comune, la quale sfrutta appieno le nuove tecnologie — come l’impiego di droni per i sorvoli stealth — per alimentare quella che è ormai la piaga più grave degli istituti di pena.
Gli smartphone sequestrati non sono semplici apparecchi telefonici, ma veri e propri minicomputer a disposizione della popolazione detenuta. Servono a mantenere saldi e operativi i legami con le piazze di spaccio esterne, a gestire le dinamiche criminali e ad alimentare un fiorente mercato nero interno, dove un dispositivo di ultima generazione può raggiungere un valore di scambio fino a 1.000 euro. Non solo: tali strumenti, continua il Segretario regionale, vengono spesso utilizzati per immortalare indebitamente gli spazi interni, le azioni di forza o persino il personale in servizio, esponendo i colleghi a gravi ritorsioni e rischi per la propria incolumità. A questo quadro già drammatico si somma l’effetto devastante della droga, aggiunge il Dott. Durante: interagire quotidianamente con persone detenute sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, che ne alterano profondamente l’equilibrio psico-fisico, è un’impresa assai ardua per gli operatori. Tale stato di alterazione vanifica sul nascere ogni opera di dialogo e qualsiasi tentativo di costruire un percorso trattamentale o una relazione d’aiuto. Tutto ciò contamina la vita penitenziaria e vanifica gli sforzi quotidiani dell’Amministrazione e degli operatori volti al perseguimento del mandato costituzionale della pena (art. 27, comma 3 della Costituzione).
Un quadro reso ancora più drammatico dalla cronica carenza di personale di Polizia Penitenziaria e dal sovraffollamento esasperato che si registra nella struttura salentina.» Il Dott. Durante ha inoltre richiamato il valore vincolante del quadro normativo penitenziario: «Premessa inderogabile per qualsiasi attività trattamentale e rieducativa, dall’art. 2 del D.P.R. 230/2000 (Regolamento di Esecuzione della Legge sull’Ordinamento Penitenziario), è la garanzia dell’ordine e della sicurezza interna. Senza sicurezza non può esserci trattamento, né reinserimento sociale. Se lo Stato perde il controllo della sicurezza negli istituti, crolla l’intero pilastro della giustizia rieducativa.»
Ringraziamenti e appello istituzionale In conclusione, la Segreteria Regionale e Provinciale AL.Si.P.Pe. intende rivolgere un sentito e commosso ringraziamento a tutto il personale di Polizia Penitenziaria operante presso la Casa Circondariale di Lecce e ai colleghi giunti dagli altri complessi della regione, unitamente ai reparti cinofili: «Ai nostri agenti va il più profondo senso di gratitudine per l’altissima professionalità, lo spirito di servizio e lo straordinario senso del dovere dimostrati anche in questa circostanza. Donne e uomini che operano quotidianamente in contesti ad altissimo rischio, in prima linea a difesa dello Stato, troppo spesso abbandonati e dimenticati dalle istituzioni centrali. Chiediamo con forza alla politica e ai vertici del Dipartimento risorse umane adeguate, schermature tecnologiche per gli istituti e tutele operative immediate.»
