«I numerosi bollettini pubblicati nelle province pugliesi dimostrano che le operazioni di conferimento delle supplenze sono andate avanti anche dopo l’inizio ufficiale delle lezioni», osserva Cesare Antifora di ANIEF.
«Per tanti docenti precari significa finalmente avere una sede e poter entrare in classe. È un passaggio importante, perché ogni nomina rappresenta una persona che mette a disposizione della scuola la propria professionalità. Ma non possiamo ignorare l’altra faccia della medaglia: quando a settembre le procedure sono ancora in corso, significa che una parte dell’organizzazione scolastica continua a dipendere dal lavoro precario».
Le nomine comprendono incarichi con scadenza 31 agosto 2027 e incarichi fino al 30 giugno 2027, come chiarito anche nelle procedure pubblicate dall’Ambito territoriale di Brindisi.
Il nodo della continuità
La questione non riguarda soltanto la possibilità per un docente di ottenere un contratto. C’è anche il tema della continuità didattica degli studenti.
«La scuola ha bisogno di docenti presenti, preparati e messi nelle condizioni di lavorare con serenità», continua Antifora. «Ogni volta che una cattedra viene coperta dopo l’avvio delle attività, la scuola deve affrontare un ulteriore passaggio organizzativo. E quando si verificano rettifiche o revoche, come è accaduto anche in queste settimane, il percorso diventa ancora più complesso».
La situazione della BAT è indicativa: dopo il primo turno di nomine del 1° settembre, l’Ufficio territoriale ha pubblicato successive rettifiche e, il 16 settembre, il secondo turno di nomine da GPS.
«Non dobbiamo dimenticare il valore dei precari»
Per ANIEF, sottolinea Antifora, il dibattito sul reclutamento deve partire anche dal riconoscimento del lavoro svolto negli anni dai docenti precari.
«Questi insegnanti non sono numeri dentro un bollettino. Sono professionisti che spesso hanno alle spalle anni di servizio, formazione e responsabilità nelle nostre scuole. Il sistema li utilizza ogni anno per garantire il funzionamento dell’istruzione e, allo stesso tempo, continua a sottoporli all’incertezza della nomina».
Il quadro pugliese è dunque quello di un avvio dell’anno scolastico nel quale le procedure di assegnazione non si esauriscono con il primo settembre. Gli archivi delle nomine mostrano infatti una prosecuzione delle operazioni anche nel mese di settembre, con turni successivi e assegnazioni legate ai posti rimasti disponibili o resisi disponibili.
«Ora servono stabilità e programmazione»
«Il nostro obiettivo deve essere quello di trasformare progressivamente il lavoro precario in lavoro stabile, nel rispetto delle regole e delle esigenze dell’amministrazione», conclude Antifora. «I bollettini di questi giorni ci dicono una cosa molto semplice: nelle scuole pugliesi c’è bisogno di docenti. E quei docenti devono poter avere prospettive professionali più certe».
L’avvio dell’anno scolastico, quindi, non si esaurisce con la campanella del primo giorno. Per molte scuole pugliesi settembre continua a essere anche il mese delle nomine, degli scorrimenti e delle rettifiche. E dietro ogni bollettino ci sono docenti che attendono una sede, dirigenti che devono completare gli organici e soprattutto studenti che hanno diritto alla maggiore continuità possibile.
