Visto il mese in corso ho pensato di scrivere questo articolo giacché credo quello esposto sopra al titolo, sia un paradosso che accomuni ancora oggi tantissimi ragazzi più o meno adulti. Difatti conosco personalmente taluni che nonostante lo stato di grave disoccupazione non riescano a uscire da tale condizione, sebbene diverse ricerche in tal senso.
Speranze vane viste le politiche di assunzione per gli over 50 accomunate spesse volte alla mancanza di un bagaglio di specializzazione settoriale, congiuntamente a titoli di studio non collimanti o comunque non adeguati al contesto attuale, cosa che aggrava maggiormente lo status delle cose. Tutto ciò ovviamente per determinate cause frutto di circostanze imprevedibili assolutamente non imputabili ai singoli. Attendere una chiamata per colmare un vuoto statale o sperare in una sistemazione pagando affitti alle stelle sostenendo spese incolmabili non può essere la soluzione.
Occorre cambiare visione elaborare ad esempio le graduatorie da assistenti scolastici o figure affini, dando ad ognuno dei richiedenti idonei la localizzazione geografica più vicina. Per coloro alla ricerca attiva di un impiego cooperative che uniscano le persone associate dal medesimo fattore comune sostituendo l’attuale metodo, in ufficio insieme a gruppi di persone stile brainstorming, uscendo dall’isolamento dei pc a casa.
Un numero maggiore di corsi serali nelle scuole superiori (assumendo altri docenti), per aiutare tanti senza lavoro o lavoratori in cerca di nuove possibilità formative nel conseguire un secondo diploma, rimanendo a tal modo maggiormente a passo con le richieste del mercato. Variare gli schemi vuol dire anche offrire lavori personalizzati che seguano le attitudini dell’individuo con chiare difficoltà nel reinserimento, ascoltare le richieste per colmare i vuoti. Come proposi tempo addietro stage formativi per capire semplicemente osservando, cos’altro si vuol fare per arrivare a completare il percorso lavorativo.
La creazione ufficiale della figura lavorativa del factotum ovvero la persona che attende di reinserirsi, ma nel frattempo per rimettersi in gioco altresì ricominciare fornisce assistenza a chiunque bisognoso, nell’eseguire faccende cui implicazione non richieda una formazione specifica. Insomma una visione programmatica che guardi a lungo nel tempo e si adegui costantemente ai cambi demografici, tenendo conto sopratutto del numero minore di nascite.
Vincenzo Naturale
