Nel 2025 in Puglia sono stati abbattuti 2765 cinghiali: 1008 con il selecontrollo (caccia di selezione della fauna selvatica) e 1750 con l’esercizio venatorio.
Il dato è emerso questa mattina durante i lavori della quarta commissione convocata per un aggiornamento sull’adozione dei piani di contenimento della popolazione dei cinghiali nei Parchi nazionali del Gargano e dell’Alta Murgia presenti sul territorio regionale.
In apertura della seduta il presidente della commissione Antonio Tutolo ha evidenziato come la sovrappopolazione dei cinghiali nel territorio regionale pugliese, in particolare per la loro presenza nelle aree ricadenti nei territori dei Parchi Nazionali, ha causato già numerosi “danni alle colture e persone vittime di incidenti stradali, i cui risarcimenti alla Regione Puglia sono costati in un anno 2,4 milioni di euro”.
Ad oggi come è emerso in commissione i due enti (Parco del Gargano e dell’Alta Murgia) non hanno ancora redatto i Piani di gestione. Intanto in virtù dell’inadempienza i consiglieri regionali intervenuti nel corso della seduta (Minerva, Pagano, Spina, Vurchio, Falcone, Lobuono), hanno sollecitato l’attuazione nel più breve tempo possibile un Piano straordinario. L’auspicio è anche quello di arrivare al marchio ‘Cinghiale di Puglia’ creando una filiera che consenta una sicurezza alimentare.
Come è stato riferito in Commissione l’unico Piano di contenimento del cinghiale in Puglia, è quello adottato dalla Regione. L’obiettivo del 2026 è quello di aumentare il numero di cinghiali abbattuti. Dal primo ottobre al 31 gennaio, è stato comunicato durante i lavori, ci sarà la caccia al cinghiale “e sarà attivata anche la caccia collettiva con l’ausilio di cani per determinare una presenza incisiva sul territorio e per diminuire la popolazione dei cinghiali”.
