Adesca due bambini tra chat e incontri: 50enne nei guai, a far scattare l’inchiesta la madre di un 11enne

Un uomo di 50 anni, residente in un comune del Salento, è finito al centro di un’inchiesta per presunti comportamenti sessuali nei confronti di due bambini di 11 e 10 anni. Le accuse contestate sono particolarmente gravi e comprendono, a vario titolo, adescamento e corruzione di minori, oltre a episodi di violenza sessuale, anche aggravata.

A far emergere la vicenda sarebbe stata la madre del bambino più grande. Insospettita da alcuni messaggi comparsi sul cellulare del figlio, la donna avrebbe deciso di verificare personalmente la natura dei contatti. Fingendosi il bambino, avrebbe inviato all’uomo un messaggio costruito appositamente per capire le sue intenzioni, chiedendogli di mandare una fotografia a un altro numero.

La risposta, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe arrivata sotto forma di un’ulteriore immagine a carattere intimo. A quel punto la donna si è rivolta ai carabinieri, dando il via agli accertamenti.

Gli investigatori avrebbero quindi esaminato i contatti e le comunicazioni tra l’uomo e i due minori, ricostruendo una serie di episodi che sarebbero avvenuti nel tempo. Tra questi ci sarebbe anche una presunta violenza sessuale ai danni del bambino di 11 anni, che secondo l’ipotesi accusatoria si sarebbe verificata nel dicembre del 2025.

Dagli accertamenti sarebbero inoltre emersi messaggi contenenti avances e richieste di natura sessuale, oltre a pressioni rivolte ai bambini affinché mantenessero il silenzio. L’uomo avrebbe anche inviato immagini intime ai due minori e, durante una videochiamata, si sarebbe mostrato nudo.

In un’altra circostanza, sempre secondo l’accusa, il 50enne avrebbe esercitato pressioni sul bambino più grande per ottenere altre fotografie, arrivando a minacciarlo di picchiarlo qualora non avesse assecondato le sue richieste.

L’inchiesta è arrivata alla fase dell’avviso di conclusione delle indagini. Si tratta dunque di una fase precedente a un eventuale processo e le contestazioni dovranno essere sottoposte alle successive valutazioni dell’autorità giudiziaria.

Tra gli aspetti destinati a essere approfonditi c’è anche quello relativo alle condizioni psicologiche dell’indagato. Una psicologa incaricata dal tribunale avrebbe rilevato un deficit cognitivo, ritenuto tuttavia compatibile con la capacità di agire. La difesa intende approfondire questo elemento e l’uomo dovrebbe essere ascoltato per fornire la propria versione dei fatti.