In merito ai recenti fatti di cronaca registratisi nei pressi di Palazzo Carafa, che hanno visto l’intervento decisivo dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Lecce – affiancati dal personale della Polizia Locale – culminato nell’immobilizzazione con taser di un uomo in forte stato di alterazione, interviene la Segreteria Generale del MOSAC (Movimento Sindacale Autonomo Carabinieri).
La sigla sindacale esprime vivo compiacimento e profonda gratitudine ai militari operanti che hanno gestito un evento ad altissimo rischio per la cittadinanza e per i turisti con straordinaria prontezza, lucidità e impeccabile rigore operativo.
«L’intervento dei colleghi del Radiomobile di Lecce è stato da manuale», dichiara il Segretario Generale del MOSAC, Luca Spagnolo, leccese d’origine. «I filmati diffusi sulle piattaforme social mostrano in modo inequivocabile come la preparazione tecnica e tattica rappresenti l’unico vero baluardo della sicurezza pubblica. Per la perizia dimostrata nel gestire la gradualità della forza e nell’uso del taser, quelle immagini meritano di diventare materiale didattico nelle Scuole di formazione e specializzazione delle Forze di Polizia».
La Segreteria Generale del MOSAC si congratula vivamente con i militari ed auspica formalmente che i Superiori Gerarchici diano il giusto risalto all’azione condotta, facendosi promotori di un’adeguata ricompensa professionale.
Il MOSAC prende al contempo le distanze dal chiasso mediatico e dalle strumentalizzazioni propagandistiche che spesso alimentano il dibattito politico locale in simili contesti. Tuttavia, nel merito del dibattito sulla sicurezza nella capitale barocca, il Segretario Generale Spagnolo sottolinea:
”La sicurezza di una città a dimensione d’uomo come Lecce, ormai proiettata ed affermata nel turismo internazionale, non si costruisce con proclami o visioni meramente sanzionatorie. Serve un’attività preventiva strutturata e una videosorveglianza attiva implementata con le più moderne tecnologie. Probabilmente, una riduzione dei ‘bollettari’ destinati alle sanzioni amministrative a favore di maggiori investimenti in strumenti di prevenzione, intervento operativo ed un’adeguata formazione tecnico-operativa per gli uomini e le donne della Polizia Locale, offrirebbe un supporto ben più solido ed efficace al lavoro quotidiano svolto sul territorio dalle Forze dell’Ordine come Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza”.
Il grave episodio di Palazzo Carafa offre tuttavia al MOSAC l’occasione per esprimere una profonda preoccupazione in merito al nuovo Regolamento comunale della movida leccese, entrato in vigore nei primi giorni di luglio.
«Mentre ufficialmente si dichiara di voler bilanciare il diritto al divertimento con la tutela dei residenti imponendo l’orario di chiusura base all’1:00, nei fatti si sta scaricando sugli esercenti commerciali l’onere di garantire l’ordine pubblico tramite steward e vigilanza privata pur di ottenere la proroga fino alle 03:00», analizza con fermezza il Segretario Generale Spagnolo.
«Assistiamo a un paradosso istituzionale inaccettabile: alla vigilanza privata, pagata da fondi privati, viene chiesto di tutelare l’incolumità dei cittadini affiancando il lavoro che con estrema fatica svolgono gli appartenenti alle Forze dell’Ordine; alla Polizia Locale, finanziata con denaro pubblico, viene demandato il compito di incrementare le sanzioni amministrative per fare cassa. Una città che non governa i problemi ma spera di eluderli non comprende che, senza una reale attività di prevenzione, la cosiddetta “malamovida” semplicemente si sposterà da una via all’altra».
«Come MOSAC siamo fortemente preoccupati per le donne e gli uomini in divisa che, in questo clima di incertezza e confusione sulle competenze istituzionali, rimangono l’unico vero strumento efficace a presidio del territorio, come brillantemente dimostrato dai colleghi dell’Arma a Palazzo Carafa», conclude Spagnolo.
