Moro: dai diritti ai doveri

“Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera se non nascerà un nuovo senso del dovere”. Diceva Aldo Moro poco prima di essere rapito. Frase banale se non fosse stata espressa da un Grande Pensatore che così in due righe sfidava di fatto l’intera sinistra e certa destra sapendo di avere partita vinta e sfidava anche una certa intellighenzia che si nascondeva dietro quella sinistra e che voleva continuare a demolire le basi dell’Occidente con i male intesi concetti di libertà e diritti che mirano a demolire ogni forma di autorità e diversità che formano appunto la base dell’Occidente.

 

Ancora oggi è ben dura ricordare che la formazione e il riconoscimento di diritti a favore di certuni, -i lavoratori dipendenti- produce la crescita di esclusi da quei diritti e quindi la crescita della pletora dei poveri senza speranza. Lavoratori dipendenti che sono mantenuti assieme ai loro diritti dai lavoratori autonomi che non solo non hanno diritti ma hanno una moltitudine di doveri che non sono stati contenuti dai loro rappresentanti politici, né dalle loro associazioni; anzi sono stati favoriti da politici e associazioni proprio perché la maggiore dipendenza del lavoratore autonomo dai capricci della burocrazia conferma e rafforza il loro ruolo parassitario. Questa subalternità dei lavoratori autonomi e la esistenza dei diritti dei dipendenti inibisce ogni velleità di crescita aziendale e di assunzione di nuovo personale.  

 

Il futuro è quindi delle Associazioni datoriali in grado di comprendere ed interpretare tale situazione anomala ed ingiusta e costituire un polo di attrazione delle imprese minime e medie che vengono spremute dalla grande impresa alleata al grande sindacato e grande partito nazionale. Ma la nazione nel frattempo è prossima ad essere persa.

 

Se fosse in vita Aldo Moro non esiterebbe un attimo -riteniamo- a denunciare questa situazione che, come da lui detto quasi cinquanta anni fa, sta sotterrando l’Italia ormai preda delle multinazionali che sottraggono e portano via valore facendo finta di credere in un villaggio globale nel quale tutti dovrebbero riconoscersi (ma non si sa perché). Addirittura dentro a questi diritti oggi ne troviamo di nuovi -cosa che all’epoca non si poteva supporre sarebbe mai nato- come quello a percepire un reddito certo -di cittadinanza- senza che sia necessario fare nulla per meritarlo!!! troviamo quello di accusare di colpa penalmente rilevante il datore di lavoro se il dipendente dovesse scivolare o prendere un raffreddore sul posto di lavoro!!! troviamo anche quello di riconoscere ad un extracomunitario (privo di esperienza lavorativa e ignaro financo della nostra lingua) lo stesso stipendio che si riconosce ad un italiano!!! Tutte cose che indirettamente hanno portato alla svendita dei nostri gioielli a finanzieri stranieri e all’ampliamento del debito oltre ogni sostenibilità, ma contrabbandandolo come “buono” da coloro che all’epoca sgambettavano nei palazzi per farsi largo e mettersi in mostra. Cioè si capisce che colpire Moro è stato un colpo di Stato sopraffino e di nuovo genere nel quale colpire un uomo-chiave del pensiero economico-politico significava impedire che l’intera nazione potesse decollare. Lasciare l’Italia in mano a delinquenti e arrampicatori, codardi e ignoranti, che, tranne lodevoli eccezioni, hanno occupato ogni piega della pubblica amministrazione si è rivelato, per le potenze estere, meglio che vincere una guerra! Giochetto che era già molto ben riuscito con Mattei e Gardini e che ora si replicava con Moro.

 

Mezzo secolo di indiscusso spadroneggiare indisturbato delle idee di un male inteso senso libertario ed egualitario ha stravolto rapporti di genere, famiglie e imprese, sistema bancario e finanziario, fino a promuovere denatalità e individualismo estremo senza parlare della disinformazione di massa. Un “mondo al contrario” che ha premiato alcuni volenterosi neofiti della politica semplicemente per averlo denunziato in maniera chiara andando incontro alle domande della maggioranza della popolazione.

 

Oggi cominciando dal nuovo anno che sta nascendo, serve sapere come potrebbe essere il mondo del futuro se è vero che quello dei male intesi diritti e libertà è certamente fallito. Non basta dire cosa non va, ma come si esce da questa trappola.

 

CANIO TRIONE

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