Il turismo nel mirino

Ci dicono che la Corte Costituzionale ha deciso con una sentenza -e quindi con tutti i crismi della ufficialità- che per poter fittare un immobile o una sua parte per scopi turistici devi accatastare quell’immobile come turistico e devi avere una partita IVA. Noi speriamo di non aver capito bene ma ormai da alcuni giorni questa sentenza circola e sembra che le cose stiano proprio così. Ma la Corte non può non sapere che fare le leggi non è cosa sua; perché si è espressa così? E se non aveva il potere di scrivere quello che ha scritto adesso a chi ci si appella?

 Da decenni varie componenti della Pubblica Amministrazione si sono spese e hanno spese somme ingenti per indurre un numero crescente di stranieri a venire in Italia. Hanno pagato loro parte dei voli a basso costo, hanno sommerso il globo di propaganda, hanno creato eventi di ogni tipo,… e grazie alla dedizione e agli investimenti di milioni di cittadini italiani una settimana in alcune città d’Italia costa meno che non altrove e quindi il nostro turismo è “competitivo” e quindi adesso molte città sono divenute meta turistica.

 Obiettivo raggiunto e quindi si fa marcia indietro? La Corte, come anche Comuni e Stato, mette tasse e balzelli, lacci e lacciuoli, burocrazia crescente per uccidere il settore. Non sappiamo se esiste un disegno complessivo dietro a queste manovre ma è certo che il settore sarà presto stravolto. Il turista che non vuole o non può utilizzare un albergo dove va se non in una struttura ricettiva magari modesta e disadorna ma funzionante? Se si cambia destinazione d’uso poi come si fa nella maggior parte dell’anno a utilizzarla diversamente? Per dirla in altro modo la rigidità implicita alla burocrazia produrrà maggiore inutilizzo del nostro patrimonio immobiliare? Lo spopolamento dei centri minori -gli ormai celebri “borghi”- che vien mitigato dal turismo stagionale, accelererà la fine di questi luoghi?

 Ricorrere alla burocrazia in ogni caso è sintomo di mancanza di intelligenza e di idee. Cosa in cui la politica ha ben dimostrato da tempo di eccellere.

 Ma a che modello di economia ci si ispira con queste concezioni? O si vogliono aiutare le strutture alberghiere multinazionali? Se è così bastava ridurre un po’ il carico fiscale sull’intero settore e avrebbero guadagnato in competitività!  

 Cioè al contrario non andava complicata la vita e il lavoro né andava perseguita la porzione più libera dell’economia ma andava liberalizzata maggiormente e detassata la porzione meno libera del comparto turismo. Se poi l’afflusso rimane eccessivo come accade in città come Venezia, Roma, Firenze si interviene nel singolo caso con specifici provvedimenti di durata temporanea. Provvedimenti che essendo limitativi della libertà dei cittadini e degli operatori sono certamente illegittimi ma giustificati da contingenze più forti ed urgenti.

Invece così come sembra indicare la Corte Costituzionale si colpiscono i deboli -cioè tutti- per promuovere un sistema più burocratizzato e quindi condizionato da lacci e lacciuoli…per giunta posti dai depositari del diritto supremo; cioè il diritto che dovrebbe assomigliare allo “Jus” che ha fondato la civiltà occidentale!!!! Non c’è fine al baratro.

 

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