«Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando», il caffè spirituale

CAFFÈ SPIRITUALE

MERCOLEDÌ 10 SETTEMBRE 2025 

MERCOLEDÌ DELLA XXIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO DISPARI) 

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«Tu sei giusto, o Signore, e retto nei tuoi giudizi:

agisci con il tuo servo secondo il tuo amore». 

(Sal 118,137.124)

✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

VANGELO

Beati i poveri. Guai a voi, ricchi.

✠ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,20-26).

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:

«Beati voi, poveri,

perché vostro è il regno di Dio.

Beati voi, che ora avete fame,

perché sarete saziati.

Beati voi, che ora piangete,

perché riderete.

Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.

Ma guai a voi, ricchi,

perché avete già ricevuto la vostra consolazione.

Guai a voi, che ora siete sazi,

perché avrete fame.

Guai a voi, che ora ridete,

perché sarete nel dolore e piangerete.

Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

Parola del Signore.

MEDITAZIONE 

San Gregorio Nisseno [(ca 335-395)
monaco e vescovo],
Le Beatitudini, 1 

« Beati voi poveri »

Poiché tutti gli uomini sono portati quasi naturalmente alla superbia, il Signore comincia le Beatitudini respingendo il male originale della sufficienza e consigliando di imitare il vero Povero volontario che é veramente beato – in modo da assomigliargli con una povertà volontaria, secondo quanto è in nostro potere, per partecipare alla sua beatitudine, alla sua felicità. “Abbiate gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo” (Fil 2, 5-7). 

Che cosa c”è di più miserabile per Dio che assumere la condizione di servo? Che cosa di più infimo per il Re dell”universo che condividere la nostra natura umana? Il Re dei re e il Signore dei signori, il Giudice dell”universo (1 Tm 6,17; Eb 12,23) paga le tasse a Cesare. Il Maestro della creazione che abbraccia il mondo entra in una grotta, non trova posto nell’albergo e prende rifugio in una stalla, in compagnia di animali senza ragione. Colui che è puro e immacolato prende su di sé le sozzure della natura umana e, dopo aver condiviso tutta la nostra miseria, va fino all”esperienza della morte. Considera la dismisura della sua povertà volontaria! La Vita assaggia la morte, il Giudice è trascinato davanti al tribunale, il Maestro di ogni vita si sottopone ad un magistrato, il Re delle potenze celesti non si sottrae alle mani dei carnefici. Con questo esempio, disse l”apostolo Paolo, si misura la sua umiltà (Fil 2, 5-7).

PADRE NOSTRO…

ORAZIONE 

O Padre, che ci hai liberati dal peccato

e ci hai donato la dignità di figli adottivi,

guarda con benevolenza la tua famiglia,

perché a tutti i credenti in Cristo

sia data la vera libertà e l’eredità eterna.

Per il nostro Signore Gesù Cristo.

✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.

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«Rallegratevi ed esultate, dice il Signore,

perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo». (Lc 6,23ab)
In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, luce del nostro cammino, sia benedetta questa giornata.

+ don Francesco

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