Tutti conoscono Davos, un comune svizzero di oltre 10.000 abitanti, del Canton Grigioni. Tutti lo conoscono perché lì si svolge l’annuale meeting del World Economic Forum (WEF). Cosa è il WEF? E’ una Fondazione senza fini di lucro, con sede a Ginevra, la cui missione è l’impegno a migliorare la condizione del mondo nel segno della imparzialità perché libera da vincoli di natura politica, ideologica o nazionale.
Nata nel 1971, su iniziativa di Klaus Schwab, professore di business all’Università di Ginevra, con il nome di European Management Forum, perché dedicata solo a manager ed imprenditori, si aprì anche ai politici nel 1987 e diventò World Economic Forum, presto famosissimo.
Ben 2.500 esponenti del mondo economico, politico, scientifico e culturale (300 fra capi di Stato e di Governo, ministri e vertici di organizzazioni internazionali) hanno partecipato al WEF meeting 2025 di gennaio.
Nella opinione pubblica mondiale si è insinuato il sospetto che il WEF, con il suo principale meeting agli inizi dell’anno, sia l’assemblea dei potenti dove si decidono i destini del mondo e gli indirizzi globali di politica socio economica; ovviamente, non a beneficio, ma a danno dei popoli.
Su questa opinione è lecito metterci una tara.
Il WEF 2025 è anche una passerella e una luogo per conoscersi e incontrarsi perché molto ben frequentato. Infatti, è assidua la presenza dei VIP dei Paesi industrializzati raccolti nel G20, il forum dei leader, dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali, che rappresenta i due terzi del commercio e della popolazione mondiale e oltre l’80% del PIL globale.
Quale è il regalo di Davos 2025? La Survation, la cui mission è “Engaging opinion to inform the future” , è una azienda di ricerche di mercato, di caratura internazionale (Londra). Su commissione di Patriotic Millionaires International (PMI) ha condotto un sondaggio fra 2.902 milionari e miliardari dei Paesi G20 sul tema scottante della anormale ed enorme concentrazione di ricchezza che si riscontra nel mondo.
La PMI rappresenta un gruppo di milionari. Aprire il suo sito significa essere investiti da un manifesto che dice “TAX THE RICH, PAY THE PEOPLE, SPREAD THE POWER (tassa i ricchi, paga i poveri, distribuisci il potere).
Perbacco! Chi se l’aspettava dai milionari?
Che dice il sondaggio?
Ben il 63% dei milionari del G20 ritiene che la concentrazione di ricchezza in poche mani rappresenta un pericolo per la stabilità mondiale, per le democrazie, per la coesione sociale.
Come mai? Per la influenza, decisamente negativa perché interessata, che i pochi super ricchi esercitano sulla politica.
Fanno l’esempio delle elezioni di Trump, pur negando che Trump possa essere influenzabile. Salvano, così, il nuovo Presidente degli USA.
Abigail Disney, membro dei Patriotic Millionaires, ha dichiarato: “È facile considerare l’elezione di una figura come Donald Trump come un’aberrazione, ma non è questo il caso”.
Ben detto! Sembra stia arrivando Robin Hood a mettere a posto il mondo.
Ecco i dettagli del sondaggio.
● Il 66% ritiene che i super ricchi abbiano interferito nelle elezioni Usa;
● oltre il 70% ritiene che super ricchi influenzino e plagino l’opinione pubblica;
● il 70% ritiene che il potere dei super ricchi incida sul calo di fiducia dei cittadini che non credono più alla democrazia e alle istituzioni;
● il 70% propone di tassare i super-ricchi, e sé stessi come milionari, per usare il gettito per combattere le disuguaglianze e aumentare gli investimenti nei servizi pubblici.
Non c’è che dire: è una bella sfida che, però, appare poco fattibile.
Eppure, pochi potrebbero essere contrari.
Il sondaggio ha avuto risonanza perché è di accompagnamento ad una lettera aperta al World Economic Forum e a tutti i leader intervenuti. E’ stata inviata su iniziativa di OXFAM (Agenzia Internazionale presente in 79 Paesi la cui missione è “dare alle persone più povere e vulnerabili il potere necessario a migliorare le proprie condizioni di vita e a influenzare le decisioni che le riguardano”), di Millionaires for Humanity (una Associazione di Milionari che propone la wealth tax – tassa per la salute – sui multimilionari per combattere la povertà, la crisi climatica, e favorire gli obiettivi di uno sviluppo sostenibile), di Taxmenow (Associazione di milionari tedeschi che chiedono una maggiore tassazione per i ricchi e maggiori controlli fiscali a favore dei poveri).
La lettera aperta, titolata “We must draw the line” (mettiamo un confine) è una sorta di appello ai leader politici ed è stato firmata da 370 milionari, tutti convinti nel sostenere lo slogan “paghiamo più tasse, distribuire ricchezza”.
Il concetto alla base si può sintetizzare, come specificato nella lettera: “la ricchezza non è più semplicemente una questione di valore. È una questione di controllo …. Se voi, leader politici, continuerete a trascurare la crisi derivante da questa vertiginosa concentrazione di ricchezza, le già vacillanti fondamenta delle nostre sudate democrazie subiranno ulteriori danni”.
Vedremo quali effetti questa lettera, con il sondaggio allegato, avrà nei prossimi tempi e se i politici interverrano.
C’è da credere, tuttavia, che, se la via della tassazione sarà perseguita, non sarà risolutrice. E’ necessario un intervento complessivo ed integrato.
E, allora, sarà necessario mettere all’opera “Visioni di Sistema” che, di per sé, è già questione complicata.
