Ode alla piadina

La semplicità di un alimento è spesso considerata il suo valore aggiunto. Una lista di ingredienti “povera” attrae il Consumatore nella consapevolezza di acquistare un prodotto salubre, prossimo ad un prodotto home made, e il cui costo è proporzionale rispetto alla sua semplicità.

Tra gli alimenti che rientrano tra questa categoria vi è la piadina che spadroneggia tra i banchi dei supermercati, piazzandosi tra i prodotti evergreen quale scelta intramontabile e sempre confacente alle abitudini culinarie degli italiani.

Negli ultimi anni, secondo i dati di NielsenIQ la vendita di piadina nella grande distribuzione ha superato i 190 milioni di euro, con una crescita tra il 2021 e 2022 del 12,4% a valore e 13,8% a volume.

La grande fortuna della piadina ha fatto in modo che questo prodotto superasse i confini territoriali romagnoli, per sbarcare su tutto il territorio nazionale, e ponendo quale “prodotto bandiera” e contrassegno dell’italianità nel mondo.

Il riconoscimento della piadina quale alimento semplice, casalingo e salubre non è affatto un punto d’arrivo moderno, al contrario, il grande apprezzamento del prodotto rinviene da molto lontano, attestandosi anche in un’opera letteraria di Giovanni Pascoli.

Il poeta, infatti, nella sua poesia “La Piada” compone una e vera e propria ode alla piadina “liscia come un foglio, e grande come la luna”.

Letteratura, storia (le origini della piadina risalgono sin dall’epoca etrusca) ed evoluzione (oggi conosciamo diversi tipi di piadine, a seconda della farina utilizzata) si intrecciano in un connubio secolare in cui tradizione, innovazione e folclore alimentano il grande successo della piadina.

In questo scenario, un posto d’onere è riservato alle piadine a marchio L’Agnese che, con il loro impasto morbido ed avvolgente, sono ottime per regalare momenti di pura semplicità.


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