La Puglia, e in particolare il Salento, stanno affrontando una gravissima emergenza ambientale a causa della rapida diffusione della Toumeyella parvicornis, comunemente nota come cocciniglia tartaruga. Questo insetto parassita, originario del Nord America, sta attaccando progressivamente i pini marittimi e domestici del territorio, minacciando di distruggere interi ecosistemi urbani e forestali. Giovanni D’Agata, presidente dello “ Sportello dei Diritti” ritiene doveroso lanciare l’allarme e la conseguente campagna di sensibilizzazione di questa “strage silenziosa” che chiede un intervento immediato e coordinato delle istituzioni e dei cittadini per fermare il disastro ecologico. La cocciniglia tartaruga succhia la linfa degli alberi e produce grandi quantità di melata, una sostanza appiccicosa che favorisce lo sviluppo di funghi scuri (fumaggine). Questo processo blocca la fotosintesi della pianta, portandola al progressivo disseccamento e alla morte in pochi anni. Per bloccare l’epidemia, lo “ Sportello dei Diritti” sottolinea l’importanza di adottare trattamenti efficaci e mirati che tutelino l’ambiente circostante come il metodo dell’Endoterapia che rappresenta la soluzione più efficace e sicura. Consiste nell’iniettare direttamente nel tronco dell’albero i prodotti fitosanitari sistemici approvati. Il flusso linfatico distribuisce il principio attivo in tutta la chioma, eliminando il parassita dall’interno senza disperdere sostanze chimiche nell’aria o colpire gli insetti utili. Nelle prime fasi dell’infestazione, possono essere utili lavaggi preventivi e fitofagi della chioma con sapone molle di potassio per rimuovere la melata, abbinati a interventi di potatura dei rami più compromessi per aerare la pianta. L’appello del presidente dell’associazione: “Siamo di fronte a una vera e propria emergenza che rischia di cambiare per sempre il paesaggio del Salento e della Puglia, privandoci del nostro prezioso patrimonio arboreo”, dichiara Giovanni D’Agata, presidente dello “ Sportello dei Diritti” definendo la lenta moria dei pini una “strage silenziosa”. “Non c’è tempo da perdere. Chiediamo ai Comuni, alla Regione e ai singoli proprietari di giardini privati di attivare un monitoraggio costante e di intervenire subito con l’endoterapia, prima che sia troppo tardi. La salvaguardia dei nostri pini è un dovere collettivo.”
