«Non c’è niente di più politico della storia di una persona». I GD Lecce affidano alle parole di Zunaira il messaggio di “Decidiamolo insieme”

Doveva essere un documento politico il risultato dell’assemblea. Al termine di “Decidiamolo insieme”, i Giovani Democratici di Lecce hanno deciso che quel documento avrà un nome, un volto, una storia.

Si è svolta ieri l’assemblea pubblica promossa dal Circolo cittadino dei Giovani Democratici, nata con l’obiettivo di aprire uno spazio nel quale fossero soprattutto gli studenti della città a raccontare il proprio presente e a indicare alla politica le questioni sulle quali sentono maggiormente il bisogno di un cambiamento.

Un’assemblea partecipata prevalentemente da giovani delle scuole superiori, pensata fin dall’inizio non come un convegno nel quale qualcuno parla e gli altri ascoltano, ma come un esperimento di partecipazione politica: partire dalle esperienze concrete di una generazione, confrontarsi e provare a trasformarle in priorità e proposte da mettere a disposizione del Partito Democratico e dei Giovani Democratici. Da quel confronto sarebbe dovuto nascere un documento politico, ma una delle storie ascoltate nel corso dell’assemblea ha finito per racchiudere il senso di tutti gli interventi.

È quella di Zunaira, nostra tesserata, studentessa del secondo anno del Liceo Palmieri di Lecce, che viene dal Pakistan. Nel suo intervento ha raccontato cosa significhi guardare il dibattito politico sulla scuola, sull’integrazione, sulle discriminazioni e sulle libertà individuali non da uno studio televisivo o da un’aula parlamentare, ma dal banco di una classe. Ha raccontato cosa accade quando le parole e le decisioni della politica entrano nella quotidianità di una ragazza, della sua famiglia e dei suoi compagni.

Per questo i Giovani Democratici di Lecce hanno deciso di assumere il suo intervento come prima sintesi politica di “Decidiamolo insieme” e di trasmetterlo all’attenzione della Segretaria nazionale del Partito Democratico Elly Schlein e della Segretaria nazionale dei Giovani Democratici Virginia Libero, affinché le parole emerse dall’assemblea di Lecce possano arrivare direttamente ai vertici del Partito e dell’organizzazione giovanile.

Non c’è niente di più politico della storia di una persona. Di seguito, integralmente, l’intervento di Zunaira:

Buonasera a tutti.

Se sono qui stasera, davanti a voi, è perché un padre e una madre hanno fatto una scelta davvero importante: hanno creduto in questo Paese, nell”Italia. Nel suo futuro e nei suoi valori, tanto da donare ad essa il loro bene più prezioso. Hanno donato a questa terra le loro due figlie, nella speranza che qui potessero trovare un”educazione migliore, un futuro sicuro e la possibilità di crescere come cittadine libere, indipendenti e realizzate.

E allora vi chiedo: com”è possibile che, mentre io e i miei compagni pensiamo a studiare, a fare i compiti e a costruire i nostri futuri, l”agenda politica del governo sembri occuparsi di tutt”altro?

Perché, tra tutti i problemi reali che l”Italia affronta oggi, si sceglie di fare propaganda politica discutendo di quanti stranieri possono far parte di un gruppo classe, di limitare il diritto allo studio o di imporre divieti che colpiscono la libertà delle persone? Perché la politica inizia e finisce su quanto una ragazza si copra o non si copra? 

Penso che la scuola sia il luogo in cui si debba imparare a stare insieme. Mettere barriere o percentuali significa dividere i ragazzi e ghettizarli, invece di unirli. I banchi di scuola non sono luoghi di propaganda, sono luoghi di crescita. Quando mi siedo accanto ai miei compagni, nessuno di noi si sente una “statistica”, ma semplicemente un ragazzo o una ragazza che studia e pensa al suo futuro (e nel mio caso molto molto fortunata).

Chi mi conosce sa bene quanto io tenga all”educazione.

Sono convinta che l”educazione sia lo strumento principale per emanciparsi. Creare ostacoli o discriminazioni su chi ha accesso allo studio tradisce la promessa di uguaglianza della nostra Costituzione.

Mentre si discute di simboli e di bandiere ideologiche, le famiglie italiane e straniere affrontano problemi ben più concreti: l”inflazione, la difficoltà ad arrivare a fine mese, una sanità che non risponde ai bisogni e infrastrutture scolastiche che spesso cadono a pezzi.

Queste leggi non servono a proteggere nessuno. Sono solo una mossa propagandistica insensata per distrarre l”attenzione dai veri problemi del Paese.

Voglio finire parlando di un concetto a cui io e la mia famiglia abbiamo sempre creduto tanto. La democrazia. Un valore importantissimo, quello che noi ci aspettavamo dall”Italia. Un valore che riguarda tutti. Italiani, stranieri, e tutte quelle minoranze che non vanno viste come debolezze, ma punti di forza per qualsiasi stato e la sua comunità.

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