Il Consiglio d’Istituto dell’I.I.S.S. “Amerigo Vespucci” di Gallipoli ha approvato e trasmesso ai Ministeri competenti, all’INAIL, alla Regione Puglia, alla Provincia di Lecce, al Comune di Gallipoli e a tutte le Istituzioni interessate una relazione tecnico-istituzionale sulle conseguenze che un’eventuale delocalizzazione della sede potrebbe avere sulla qualità della formazione marittima. La relazione mette in evidenza alcuni dati e vincoli essenziali.
L’attività didattica dell’Istituto è sottoposta al Sistema di Gestione per la Qualità della Formazione Marittima (Quali.For.Ma.), adottato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e validato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, conforme alla norma UNI EN ISO 9001:2015. Non si tratta di un semplice riferimento internazionale, ma di un sistema di certificazione nazionale che i due Ministeri competenti hanno costruito e fanno rispettare direttamente. Il sistema prevede audit interni, verifiche ministeriali e dell’Ente di Certificazione (TUV-Italia) e un audit europeo dell’EMSA ogni cinque anni, su aspetti come l’organizzazione delle attività pratiche e l’idoneità di laboratori e attrezzature. Se anche un solo Istituto Nautico perdesse la certificazione, l’intero sistema nazionale della formazione marittima ne risulterebbe compromesso.
Una sede lontana dal porto e dal mare aggraverebbe in modo strutturale l’organizzazione delle esercitazioni pratiche – trasferimenti, tempi morti, maggiori costi e minori ore dedicate alla didattica – configurando un rischio concreto di Non Conformità Grave in sede di Audit, proprio rispetto agli standard fissati dai due Ministeri. Il “Vespucci” – unico istituto pugliese ad attivare l’articolazione Costruzioni Navali, presente in soli 12 istituti tecnici italiani, e scuola capofila nazionale della Rete Co.Nav. – fonda la propria offerta formativa su un rapporto quotidiano con il mare, il porto commerciale e il Porticciolo San Giorgio, dove sono ormeggiati i mezzi nautici utilizzati per la didattica laboratoriale e per il conseguimento di qualifiche e brevetti professionali.
A pesare non è solo la qualità della formazione: il bacino di utenza dell’Istituto comprende più di 30 comuni della provincia di Lecce, e molti studenti pendolari raggiungono oggi a piedi la sede di via Pedone, grazie alla vicinanza alla stazione ferroviaria e ai principali nodi del trasporto pubblico. Una sede periferica renderebbe più difficili gli spostamenti quotidiani, con ricadute dirette sulle attività pomeridiane, che il tempo scuola prevede per i percorsi di ampliamento dell’offerta formativa: per una parte consistente della popolazione studentesca, la nuova sede rischia di essere semplicemente irraggiungibile.
La relazione richiama inoltre gli ingenti investimenti pubblici sostenuti negli anni per dotare l’Istituto di imbarcazioni e attrezzature nautiche, attingendo a fondi provinciali, regionali, nazionali e, in particolare, europei (PNRR e FSE) – risorse rispetto alle quali l’Istituto è tenuto a rendere conto all’Unione Europea. Tra questi, il progetto PNRR “Campus formativi Blue Future” (750.000 euro), attualmente in fase di realizzazione.
Una sede priva di accesso al mare e al porto renderebbe difficile l’utilizzo di tali dotazioni per le finalità didattiche per cui sono state finanziate, con il rischio concreto di dover rispondere di investimenti pubblici ed europei non più coerenti con la loro destinazione d’uso. Per queste ragioni il Consiglio d’Istituto chiede l’istituzione di un tavolo tecnico condiviso tra tutti i portatori di interesse – Ministero dell’Istruzione e del Merito, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, INAIL, Regione Puglia, Provincia di Lecce, Comune di Gallipoli e Ufficio Scolastico Regionale – affinché ogni decisione sulla sede definitiva sia preceduta da una valutazione tecnica dell’impatto sul mantenimento della certificazione di qualità e sia coerente con il ruolo che l’Istituto svolge da oltre cinquant’anni nella formazione marittima nazionale.
