“Piano Lab”. Da Lecce, con un recital di Leo Caligiuri, il festival itinerante che in Puglia celebra il re degli strumenti

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L’ottava edizione del festival itinerante Piano Lab prende il via il 5 luglio a Lecce, con un recital speciale del talentuoso pianista Leo Caligiuri. Questo evento, che celebra il pianoforte, re degli strumenti, si svolgerà nel suggestivo Giardino della Fondazione Nino Rollo, un luogo di grande valore artistico e culturale, aperto eccezionalmente per l’occasione

.Per l’occasione, il Giardino della Fondazione Nino Rollo, ente riconosciuto dalla Regione Puglia e istituito in via Dalmazio Birago 93, nella casa dove l’artista salentino visse e operò sino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1992, verrà aperto in via eccezionale per ospitare il recital pianistico di Leo Caligiuri in programma alle ore 20. A partire dalle ore 19 sarà, invece, possibile visitare la galleria di sculture del maestro Rollo, artista concettuale affascinato dalla natura cui si devono opere dal linguaggio arcano e incantevole, realizzate con i materiali più nobili, dal travertino persiano alla pietra di luna del Caucaso, dal marmo nero del Belgio al bianco di Carrara.

Si rinnova, dunque, la collaborazione tra il Fai e il festival pianistico realizzato dall’associazione La Ghironda con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Puglia e le amministrazioni comunali delle località coinvolte e con il supporto di Marangi Strumenti Musicali e delle prestigiose case di pianoforti Steinway & Sons, Essex e Boston. Un dialogo tra arte, suoni e natura nel nome della bellezza e della riscoperta di luoghi abitualmente chiusi al pubblico, che si realizza all’insegna della musica di qualità con interpreti di grande valore. Proprio come Leo Caligiuri, poliedrico musicista pugliese che ha appena pubblicato per l’etichetta Ionian Sound Record il disco «ReLive» in trio con Giulio Corini al contrabbasso e Michele Morari alla batteria.

Nel Giardino della Fondazione Nino Rollo Caligiuri si esibirà, invece, in versione piano solo e ripercorrerà alcune tappe principali della propria carriera musicale, presentando composizioni inedite, standard jazz e brani pop del repertorio internazionale, il tutto rivisitato in una chiave personale contrassegnata dall’arte dell’improvvisazione.

Leo Caligiuri si è avvicinato al pianoforte dopo aver iniziato gli studi di batteria e percussioni, approccio che gli ha consentito di sviluppare una certa attitudine per il ritmo, indagato in profondità nel campo del jazz e dell’improvvisazione con Bruno Tommaso, Roberto Bonati Trio, Gianluigi Trovesi e Misha Alperin.

L’esordio è avvenuto a soli diciassette anni con l’avvio della collaborazione col cantante e poeta bolognese Gianni Venturi, sfociata nella nascita del progetto Alter Thotemico, a nome del quale nel 2009 è stato licenziato un primo album, piazzatosi primo in Italia e terzo nel mondo come miglior debutto ai prestigiosi «Prog Awards 2010», seguito dal disco «Sogno Errando», accolto molto favorevolmente dalla critica nazionale ed internazionale.

Oltre ad aver suonato con Ares Tavolazzi, Flavio Boltro, Enrico Rava e Paolo Fresu, giusto per fare qualche nome, Caligiuri si è anche esibito accanto a nomi importanti della musica italiana, da Mario Biondi a Claudio Baglioni, coltivando contemporaneamente la passione per la musica antica attraverso gli studi clavicembalistici con Francesco Baroni e di pianoforte classico con Gianpaolo Nuti. Ma non ha mai abbandonato il jazz, iniziato a praticare nel 2013 con il Calandra Trio, esperienza condivisa con Stefano Carrara (contrabbasso) e Francesco Di Lenge (batteria).

Insieme incidono il disco acustico «Catch Up» e l’album elettronico «Chatterbox», nel quale si aggiunge come ospite il chitarrista Michele Bianchi. Intanto Caliguri s’inventa un altro progetto intitolato Three Generations, formazione che segna l’incontro con il batterista Christian «Chicco» Capiozzo, figlio dello storico batterista degli Area, Giulio Capiozzo, e l’altro leggendario componente della band italiana più rappresentativa del prog-rock, il contrabbassista Ares Tavolazzi, musicisti con i quali propone un repertorio principalmente di brani inediti, rivisitazioni personali di standard jazz e pezzi del repertorio pop internazionale. E adesso questo «ReLive», un’altra tappa sulle strade del jazz.

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