Piani Comunali delle Coste. M5S: “Non snaturare la legge 17/2015, ma capire perché non viene applicata dai Comuni”

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«L’audizione sullo stato di attuazione della legge regionale 17/2015 che disciplina la tutela e l’uso della costa, ha fatto emergere uno scenario disastroso per quello che riguarda l’approvazione da parte dei Comuni costieri pugliesi dei Piani Comunali delle Coste. Questo significa che la questione va affrontata in maniera organica in Consiglio, non snaturando la norma ma approfondendo le ragioni per cui non viene applicata. Chiediamo di calendarizzare il prima possibile l’audizione dell’Anci per capire quali siano le principali criticità in modo da poter intervenire in maniera mirata». Lo dichiarano i consiglieri del M5s Marco Galante, Rosa Barone, Cristian Casili e Grazia Di Bari.

«La legge – continuano i pentastellati – dispone che, in caso di inadempienza dei Comuni, la Giunta regionale nomini un commissario ad acta, che adempia  alla redazione del Piano nel termine di centottanta giorni. È emerso che nel 2019 sono stati 25 i Comuni commissariati, ma nessuno è riuscito a chiudere i piani entro il termine previsto e, anche nei pochi casi in cui sono state date proroghe, la situazione non è cambiata. Questo a causa dei conflitti che si sono creati tra le amministrazioni comunali e i commissari. Va analizzato anche questo dato, perché non può essere un caso che in nessun Comune i commissari siano riuisciti  a portare a termine il loro compito. I ritardi nell’approvazione dei PCC   determinano l’impossibilità di una gestione integrata della fascia demaniale marittima, e di conseguenza la possibilità di  garantire il corretto equilibrio fra la salvaguardia degli aspetti ambientali e paesaggistici del litorale pugliese, la libera fruizione e lo sviluppo delle attività turistico-ricreative. La pianificazione costiera è fondamentale anche in vista delle procedure di gara per il rilascio e il rinnovo delle concessioni demaniali marittime e per evitare abusi sul demanio marittimo. Dobbiamo difendere le nostre spiagge pubbliche e migliorarne la fruizione, e per fare questo non possiamo snaturare la legge 17/2015, ma far sì che i Comuni la applichino».

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