Scu Dia: nel leccese storici gruppi attivi in estorsioni

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Nel territorio di Lecce e della sua provincia “gli storici gruppi criminali salentini continuano ad esprimere una capacità criminale in nome e per conto dei capi della sacra corona unita attualmente reclusi. Le evidenze investigative confermano l’operatività di frange organizzate di criminalità che continuano a rifarsi a schemi operativi tipici della sacra corona unita sebbene secondo assetti mutevoli in ragione di alleanze e contrasti contingenti. Il controllo del territorio continua ad essere elemento imprescindibile dell’esistenza stessa delle organizzazioni criminali ad ogni livello e si sostanzia tramite modalità consolidate di gestione del traffico e dello spaccio di stupefacenti nonché con il ricorso all’attività estorsiva, che sembrerebbe essere un fenomeno ancora sommerso”. È un passaggio della relazione semestrale della Dia al Parlamento in merito al contrasto alla criminalità organizzata. Le dimensioni contenute dei quartieri del capoluogo leccese non favorisce, spiegano dalla Dia, “una rigida suddivisione del territorio per aree di influenza, ove operano e coesistono più gruppi criminali in un clima di reciproca, sebbene precaria, convivenza. Molteplici, infatti, sono stati nel periodo i fatti delittuosi verificatisi, a riprova di una presenza sempre attiva della criminalità”. Nel semestre in esame sono stati emessi tre provvedimenti interdittivi antimafiada parte della Prefettura di Lecce. Gli storici gruppi criminali salentini sono generalmente a composizione familiare e radicati nei piccoli comuni ove i componenti hanno la loro residenza. Nel tempo gli stessi hanno tentato di mantenere una discendenza familiare e laddove questa discendenza è assente l’operatività del gruppo, infatti, si è ridimensionata o è scomparsa. Analizzando i singoli sodalizi e gruppi criminali, il quadro di situazione emergente risulterebbe sostanzialmente immutato rispetto al semestre precedente.

Nella città di Lecce il sodalizio Briganti, interessato nel 2022 dagli esiti dell’operazione “Game over”, sembrerebbe “registrare qualche momento di difficoltà sebbene uno dei capi dell’organizzazione (Pasquale Briganti, ndr), che si basa su una struttura a connotazione prettamente familiare, sia ritornato in libertà nel dicembre 2022”. Il sodalizio opera, in particolare, nel traffico internazionale degli stupefacenti e nel settore dei reati predatori. Numerosi appartenenti al sodalizio Pepe, articolato su base familiare, hanno riportato pesanti condanne nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Final blow”. Molti dei sodali, inoltre, sono stati recentemente coinvolti anche nell’operazione “Filo di Arianna 2”. Gli affari illeciti dell’organizzazione si estendono nei comuni di Lecce, Cavallino, Caprarica, Melendugno, Calimera, Lizzanello, Martano, Surbo, Trepuzzi, Squinzano, Campi Salentina e Salice Salentino. Il sodalizio è attivo, in particolare, nel traffico internazionale degli stupefacenti e nelle estorsioni. Il gruppo criminale Penza è anch’esso articolato su base familiare e sarebbe operativo nei comuni di Lecce, Melendugno, Vernole, Caprarica, Calimera, Lizzanello, Cavallino e Martano. Il sodalizio è attivo, in particolare, nel traffico internazionale degli stupefacenti, con autonomi e diversificati canali di approvvigionamento quali Albania, Olanda, Spagna, Calabria e Campania. Il gruppo Tornese, egemone in Monteroni di Lecce, è il più radicato e strutturato della provincia leccese ed esercita la sua influenza anche in altri numerosi comuni quali: Carmiano, Guagnano, Veglie, Leverano, Arnesano, Salice Salentino, Porto Cesareo, Sant’Isidoro frazione di Nardò, San Cesario di Lecce, Lequile, San Pietro in Lama, Gallipoli e Santa Maria di Leuca. Anche se indebolito negli scorsi anni da inchieste giudiziarie e dalla frattura interna, che ha portato alla nascita di una “costola” autonoma, il sodalizio continuerebbe ad essere operativo dedicandosi prevalentemente al traffico di stupefacenti, anche a carattere internazionale, e alle estorsioni. 

 Il sodalizio detiene legami con la ‘ndrangheta, la camorra e la criminalità organizzata albanese. Inoltre, è particolarmente dedito al riciclaggio di capitali illeciti in molteplici attività imprenditoriali site nel Salento, anche con la complicità di imprenditori compiacenti. Dagli esiti della recente operazione “Filo di Arianna , condotta dai Carabinieri nelle Province di Lecce e Milano il 15 maggio 2023, il sodalizio risulta strutturato in tre frange rette da altrettanti “uomini di fiducia”. Il sodalizio De Tommasi sarebbe attivo nei comuni di Campi Salentina, Trepuzzi e Squinzano, già sotto l’influenza criminale degli storici boss della sacra corona unita a capo di tale sodalizio, ove gestirebbe lo spaccio di stupefacenti. Il sodalizio Colucci, articolato su base familiare, è attivo nel comune di Noha di Galatina e, benché colpito dall’operazione “Insidia”, sembrerebbe conservare la propria influenza nei comuni di Galatina, Aradeo, Cutrofiano, Neviano, Corigliano d’Otranto, Seclì e Sogliano Cavour. Il sodalizio Amato esercita la propria influenza nei territori di Otranto, Maglie e Scorrano dove il capo clan, destinatario di una pesante condanna, sta scontando la pena in detenzione domiciliare per motivi di salute. Il sodalizio Troisi è radicato nei comuni di Racale, Taviano e Alliste, con ramificazione a Ugento e Melissano. Sembrerebbe continuare a mantenere il controllo del mercato degli stupefacenti nei comuni di influenza, sebbene si registri il recente arresto di un suo esponente di spicco. Il sodalizio Scarlino esercita il controllo nella zona di Taurisano. Il capo dell’organizzazione criminale sta scontando la pena dell’ergastolo dal 1994. Il sodalizio De Matteis, organizzato su base familiare, sembra aver rivitalizzato la propria storica operatività su Merine, Frazione di Lizzanello, con particolare interesse nel settore degli stupefacenti. L’area di influenza, nel periodo in esame, è stata teatro di attentati e danneggiamenti ad opera di ignoti che, potrebbero far ritenere questi episodi riconducibili ad una probabile conflittualità interna.

Il sodalizio Durante, operativo nel comune di Nardò, a seguito dell’operazione “Blend” sembrerebbe essere stato indebolito. Il gruppo criminale, retto da storici pregiudicati della sacra corona unita, avrebbe gestito una fiorente attività di traffico e spaccio di stupefacenti. Pur non essendo stati registrati segnali di riorganizzazione del clan, i numerosi furti, incendi e danneggiamenti in danno sia di imprenditori che di soggetti pregiudicati lasciano ipotizzare fibrillazioni interne ai contesti della criminalità locale. Il sodalizio De Paola esercita il suo controllo nelle zone di Acquarica del Capo, Santa Maria di Leuca e Presicce. Nella frazione di Santa Maria di Leuca, tuttavia, pur essendo sempre presente il sodalizio De Paola, non si rilevano sodalizi strutturati né si registrano tentativi di espansione da parte di gruppi vicini. Gli storici pregiudicati locali, infatti, avrebbero fatto “riferimento”, negli ultimi anni, al sodalizio Tornese. Il sodalizio Leo risulterebbe attivo nei comuni di Melendugno e Vernole.

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