“Ti parlo con il pane” (Les Flaneurs Edizioni), la nuova silloge del poeta galatinese Nico Mauro

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Ti parlo con il pane, silenzio che si spezza tra le dita lontane. In luoghi diversi teniamo l’anima scaviamo per custodirci, siamo scrigno alla memoria. Sono passato da te, eri distratto da un racconto, ascoltavi la voce che tramanda e trema. Ogni cosa ritorna lenta. Non lascio più al caso le parole dei miei versi ora che ogni dolore è meditato

In questo percorso verso il centro del tempo passato, un tempo che ci raggiunge e non inseguiamo, l’essenza di un rapporto vissuto tra un figlio e un padre si colma di desiderio e di comprensione. Trovare nella parola una mensa, in cui condividere la vita e la sua assenza, diventa un atto di fede, come se la poesia fosse custode dell’insondabile. Pane e padre hanno la stessa radice, “PA”, che significa nutrire e proteggere e in questa proiezione si crea una circolarità tra generazioni, volgendo lo sguardo anche ai propri figli. Il percorso si snoda, quindi, nello sguardo cercato e donato, in cui “l’essere figlio” diventa il luogo privilegiato dell’ascolto. Scrive Gianfranco Lauretano: «Il libro chiede di essere letto, come se seguissimo lo stesso mistero tra l’indicibile e la carne, com’è ogni paternità e ogni poesia che ci genera».

Biografia

Nico Mauro (Galatina, 1962). Ha pubblicato: La voliera del silenzio (1997), Canto dell’abbandono (2010), La polvere e l’acqua – parole lungo la via della croce (2015), La perfezione della sera (2021). Hanno scritto di lui: Giorgio Caproni, Giovanni Raboni, Davide Rondoni, Roberto Cotroneo, Gianfranco Lauretano, Dante Maffia, Marcello Semeraro, Romano Sgarbi, Lucio Romano, Aldo Bello, Beatrice Stasi. È presente su: Graphie, Versante ripido, I luoghi dell’infinito, Almanacco dei Poeti e della poesia contemporanea.

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