II Commissione: le audizioni sulle problematiche del personale della CUR NUE 112

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Le problematiche relative al personale regionale in servizio presso CUR NUE e la mancata attivazione della sede NUE nella provincia di Lecce, al centro della seduta della II Commissione.  

Nel merito sono intervenuti i rappresentanti sindacali della FP CGIL, FP CISL, UIL FP, CSA e un rappresentante dei dipendenti NUE, i quali hanno portato all’attenzione della Commissione le condizioni di disagio vissuto quotidianamente dagli operatori vincitori di concorso, che hanno firmato il contratto che prevede come sede lavorativa quella da attivare nella provincia salentina, ma che invece sono stati costretti sin da subito a recarsi nella sede della CUR di Modugno, a seguito dello stato di precarietà strutturale in cui versa, che non consente l’attivazione del servizio. 

Si tratta di 46 unità che provengono in gran parte dalla provincia di Lecce e che si recano a Modugno affrontando le problematiche rivenienti dalla distanza da percorrere e dallo stress che ne deriva nel reggere il viaggio di ritorno dopo un turno di notte, con tutto ciò che ne consegue. La richiesta dei sindacati è di trovare quanto prima una soluzione per questi lavoratori e che si dia la possibilità di essere ristorati, mettendo magari a disposizione degli alloggi per chi si dovesse soffermare su Bari e per chi invece dovesse scegliere di viaggiare, dare un ritorno economico riconoscendo l’applicazione del welfare aziendale o l’indennità aggiuntiva delle specifiche responsabilità. 

Al fine di dare delle rassicurazioni sono intervenuti il direttore del Dipartimento Protezione Civile, il Commissario straordinario della struttura speciale del NUE ed il RUP, i quali hanno fatto riferimento all’approvazione della delibera di Giunta regionale con cui si intende procedere all’attivazione del Servizio NUE 1-1-2 presso la sede territoriale nella provincia di Lecce, attraverso  l’esecuzione degli interventi strettamente necessari a  rendere  funzionali  gli  spazi utilizzabili  dell’edificio sede  della  Struttura  Operativa  Regionale  integrata  di protezione  civile  a  scala territoriale, nelle more della realizzazione di una nuova sede, al fine di consentire in tempi brevi l’operatività della CUR in questione e la contestuale assegnazione definitiva delle 46 unità di personale alla sede di lavoro contrattualmente prevista.

L’impegno è di realizzare la nuova sede della Centrale Unica di Risposta presso la sede territoriale  nella provincia di Lecce, rispondente  pienamente  alle  norme  tecniche  vigenti  sulle  strutture  strategiche  di Protezione Civile, al disciplinare tecnico del Ministero dell’Interno ed alle esigenze di superfici necessarie per le sedi NUE. Con la stessa delibera è stato preso atto che il personale qualificato come  Operatore  Tecnico  di  Centrale  Unica  di  Risposta,  contrattualizzato  per  la  sede  salentina, nelle more dell’attivazione del Servizio NUE  1-1-2  presso  detta  sede,  dovrà  prestare  servizio  in  via  provvisoria  presso  la CUR  della sede di Modugno. 

È stata data una risposta sui tempi che occorrono per gli adempimenti ai fini dell’adeguamento della sede salentina, stimando la fine di dicembre prossimo o al massino gennaio 2025 come data di ultimazione lavori. 

Le proposte avanzate dalle organizzazioni sindacali, inerenti alcune soluzioni transitorie per affrontare i disagi che ne derivano dalla condizione attuale degli operatori, potranno essere in parte accolte in considerazione di quanto è stato recepito in sede di un incontro con i dirigenti della Sezione personale, in virtù della disponibilità dimostrata ad accogliere il recepimento di alcuni istituti contrattuali, come il buono pasto aggiuntivo ed il secondo scivolamento dei turni di due ore. 

Nelle more di reperire ulteriori risorse fra quelle che saranno destinate a livello centrale al Servizio del numero unico europeo, che dal prossimo 28 maggio coprirà tutto il territorio regionale, il Commissario straordinario insieme al direttore del Dipartimento, hanno assunto l’impegno di avviare una fase ricognitiva delle risorse spettanti alla Puglia da calcolare sulla base del numero degli abitanti, le cui somme potranno essere utilizzate solo ai fini del buon funzionamento del servizio, dalle quali potrà trovare copertura le spese  ai fini del riconoscimento delle funzioni di specifiche responsabilità. Mentre delle soluzioni proposte che attengono il welfare aziendale non vi è la possibilità di farsene carico.

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