Incontro conclusivo Futurə – Femminismi, stereotipi e prospettive di genere al Liceo Palmieri di Lecce

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Venerdì 17 maggio alle 11:15  (ingresso non consentito al pubblico esterno) nell’atrio del Liceo classico e musicale “Giuseppe Palmieri” di Lecce si conclude “Futurə: femminismi, stereotipi e prospettive di genere”, un progetto coordinato da Ottavia Madami e Gabriella Morelli per l’associazione Diffondiamo idee di valore e il festival Conversazioni sul futuro, in collaborazione con la dirigente scolastica Loredana Di Cuonzo e le docenti Veronica Mele ed Erika Ranfoni. Il percorso ha coinvolto un gruppo di studenti del triennio dell’istituto salentino con l’obiettivo di evidenziare la necessità di uno sguardo e di un approccio femminista alla realtà che viviamo. Una riflessione su patriarcato, parità, diritti e violenza di genere; un’analisi degli stereotipi ben radicati ma spesso impercettibili; un’occasione di dialogo aperto e paritario, incoraggiando la lotta per una società più equa e giusta. L’iter di formazione, discussione, studio e condivisione ha tratto ispirazione da “Tutte le ragazze avanti!”, un libro curato dalla scrittrice e insegnante Giusi Marchetta, pubblicato da ADD Editore. Articolata in cinque fasi, per circa venti ore di attività dentro e fuori la scuola, l’iniziativa si chiuderà con un incontro e con la presentazione del video|manifesto Il femminismo che non c’è che sintetizza il lavoro di questi mesi.

«Il progetto ha preso avvio, come suggerito dall’impostazione del libro, con un dibattito sui molteplici modi di essere femminista oggi e sull’importanza di un tipo di femminismo che tenga conto delle diverse esperienze e soggettività», sottolineano Ottavia Madami e Gabriella Morelli. «Durante il laboratorio, abbiamo poi analizzato in profondità stereotipi e luoghi comuni riguardanti il ruolo della donna, notando come questi influenzino le nostre percezioni e le varie dinamiche sociali, anche inconsciamente. Abbiamo inoltre affrontato il tema dell’oggettificazione e della sessualizzazione delle donne, spaziando dai testi delle canzoni agli standard di bellezza imposti dalla società. Imprescindibile è stato anche un momento di riflessione sul fenomeno della violenza di genere a vari livelli, collocato all’interno della cultura dello stupro», proseguono. «In risposta alle richieste di alcune partecipanti, abbiamo dedicato spazio anche alla discussione di temi complessi e oggetto di dibattito all’interno del movimento femminista, come l’aborto e il sex work, esplorandone le sfaccettature etiche, sociali e politiche. Questi argomenti in particolare hanno stimolato riflessioni profonde e opinioni contrastanti, rafforzando una forma di dialogo libero e rispettoso, aperto alle diverse prospettive. Una delle attività fondamentali del laboratorio è stata la lettura individuale e collettiva del libro “Tutte le ragazze avanti!”, che ha costituito un punto di partenza prezioso per le nostre riflessioni. Attraverso la lettura e l’analisi critica degli interventi presenti nel libro, abbiamo esplorato temi come il corpo, il lavoro, l’educazione, la rappresentazione da diversi punti di vista». Ultima tappa di questo percorso la presentazione del manifesto, in un momento di restituzione del lavoro portato avanti e in modo da promuovere la consapevolezza e la spinta all’azione collettiva per il cambiamento. «Nel breve video|manifesto dal titolo “Il femminismo che non c’è” si è cercato di dare conto delle principali tematiche emerse, esplorando lo scollamento tra la realtà che viviamo ogni giorno e un’utopia femminista a cui puntare. Ringraziamo per questo progetto le ragazze e i ragazzi che hanno partecipato, la dirigente Loredana Di Cuonzo e le docenti Veronica Mele ed Erika Ranfoni per aver accolto con entusiasmo sin dall’inizio la nostra proposta».

Uscito in una prima edizione nel 2018, “Tutte le ragazze avanti!” «era nato dalla generosità e dalla voce di dieci donne che, attraverso la scrittura, la ricerca, l’arte, il cinema, la musica, la danza, l’attivismo, mi hanno insegnato qualcosa sul mio essere al mondo», sottolinea Giusi Marchetta nell’introduzione. «Era un punto di arrivo. È diventato punto di partenza. Quel libro ha portato al Tavolo delle ragazze, cui sono seguiti un Manifesto e un podcast. È diventato un piccolo totem di carta, qualcosa da cui partire per raccogliere altre voci e altre storie, per farle sedere attorno a un tavolo, conoscersi, parlare. È cominciato così un altro viaggio che da quel libro porta fino ad una nuova edizione», prosegue la curatrice. Alle voci originali di Giulia Blasi, Lucia Brandoli, Giulia Cavaliere, Marta Corato, Marzia D’Amico, Claudia Durastanti, Giulia Gianni, Maria Marchese, Giulia Perona, Giulia Sagramola si sono infatti aggiunte quelle di Silvia Grasso, Giada Letonja, Allegra Moreschi, Elisabetta Rossi e della stessa Ottavia Madami.

Ottavia Madami, classe 1995, dopo aver ottenuto la Laurea in Filosofia a Bologna (triennale) e Torino (magistrale), ha arricchito il suo percorso formativo con un master in Gestione dell’arte e dei beni culturali alla Rome Business School. Da allora, ha canalizzato la sua passione per la cultura nell’organizzazione di iniziative trasversali. Lavora a Lecce per l’associazione culturale Diffondiamo idee di valore, occupandosi della progettazione e della realizzazione del festival Conversazioni sul futuro, della rassegna Io non l’ho interrotta e di altri progetti. In precedenza ha collaborato con Agnus Dei Tiziana Rocca, casa di produzione cinematografica e agenzia di eventi romana. Dal 2019 è attivamente coinvolta nel progetto collettivo femminista “Il tavolo delle ragazze”, costola del libro “Tutte le ragazze avanti!”, curato da Giusi Marchetta per ADD Editore, che include tavoli di discussione itineranti e un podcast.

Gabriella Morelli, classe 1974, attivista e imprenditrice culturale, dopo gli studi in Giurisprudenza si specializza in Diritto internazionale umanitario all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano. Gran parte del suo lavoro è rivolto ad attività multidisciplinari e progetti culturali che testimoniano l’impegno legato ai temi della comunicazione sociale, e dell’affermazione dei diritti umani, sociali e civili, della parità di genere. Ha collaborato con le più importanti organizzazioni non governative e con numerose associazioni in Italia ed all’estero sviluppando strategie di comunicazione, campagne e progetti. È stata co-fondatrice della conferenza TedxLecce e del concorso internazionale di comunicazione sociale  Good Design. Attualmente è presidente dell’associazione Diffondiamo idee di valore, direttrice artistica del festival Conversazioni sul Futuro e co|curatrice della rassegna di comunicazione politica e giornalismo Io non l’ho interrotta. Il suo motto è “se le persone non si incontrano, le cose non succedono”.

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