Il Live di Marco Ancona e la presentazione di Furia di Andrea Martina alle Officine Cantelmo di Lecce

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Mercoledì 24 aprile (ore 21:30 – ingresso gratuito) alle Officine Cantelmo di Lecce con il live di Marco Ancona prosegue la rassegna Rock this town, promossa in collaborazione con Sei Festival, Coolclub e Dischi Parlanti. Accompagnato da Christine IX (basso), Francesco Pennetta (batteria) e Matteo Bemolle (tastiere), il cantante, compositore, autore, chitarrista, produttore, storico nome dell’alternative rock pugliese, eseguirà i brani del suo primo e atteso album solista “Quando resta solo il nome” (NOS Records/Believe), alcune canzoni che hanno segnato la sua trentennale carriera (Fonokit, Bludinvidia, Amerigo Verardi&Marco Ancona) e il recente “Dimenticare un uomo”, un pezzo potente e ruvido ma allo stesso tempo introspettivo ed evocativo. Un singolo che trasuda pathos e gocciola sangue e lacrime, come quelle che colano impietose e ciniche dalle rose bianche del suo videoclip firmato da Piernicola Marinelli. Prima del concerto (ore 20:00 – ingresso gratuito), in collaborazione con Diffondiamo idee di valore, Conversazioni sul futuro e Officine Culturali Ergot, lo scrittore brindisino Andrea Martina presenterà “Furia” (66thand2nd), un romanzo che emoziona e va veloce, un noir sotto il sole del Meridione, in bilico tra violenza e speranza. Info 3331803375 – www.coolclub.it

Il live
Nella storia dell’alternative italiano ci sono nomi che rappresentano la garanzia inossidabile di un percorso coerente, duraturo, senza compromessi e sempre riconoscibile; uno di questi è sicuramente quello di Marco Ancona, che la rivista Rolling Stone ha definito senza mezzi termini “uno degli artisti cardine dell’underground italiano”. Dopo le esperienze con le band Bludinvidia e Fonokit e con il progetto Amerigo Verardi & Marco Ancona, con “Quando resta solo il nome”, atteso primo LP solista pubblicato a novembre per NOS/Believe, ha consegnato un lavoro artistico completamente rinnovato, sebbene sempre attraversato da una potenza rock immutata. Una sorta di manifesto musicale per un artista con alle spalle trent’anni di musica, di dischi e di palchi calcati nella più genuina e coerente attitudine alternative. Un disco potente e ruvido ma allo stesso tempo introspettivo e segnato da tutto quello con cui la nostra società ha dovuto fare i conti negli ultimi anni, con atmosfere scure e riflessive, frutto di un presente complesso e appesantito da scenari distopici, quasi post-apocalittici, sempre in bilico tra alienazione e tentativi di reazione. In scaletta anche il nuovo singolo “Dimenticare un uomo”, uscito su Spotify e su tutte le piattaforme digitali il 5 aprile per NOS Records/Believe Music Distribution, accompagnato dal videoclip ufficiale firmato da Piernicola Marinelli (e interpretato dall’espressivo volto di Chiara Piliego), che con un fulgido bianco e nero, tra natura morta minimalista e atmosfere dark, rende perfettamente l’atmosfera cupa ma infinitamente umana delle liriche, della musica e degli arrangiamenti del brano. “Dimenticare un uomo” esce in versione digital-45 (con una bellissima e inaspettata b-side, l’inedito strumentale “12”) e va ad affiancare i singoli precedenti – “Quando resta solo il nome”, “Per le strade di nessuno”, “La rivoluzione”, “Non ascolti più” – in una sorta di narrazione molto vicina a quello che potrebbe essere pensato come un concept album sulle contraddizioni del nostro tempo, sulle sue solitudini, sui suoi conflitti irrisolti. “Dimenticare un uomo” parla di violenza sulle donne, ma lo fa in una maniera mai esplicita e retorica, all’interno di una power-ballad malinconica e titanica, in cui chitarre e pianoforte si susseguono solenni a sottolineare un testo ispiratissimo e maturo (“Dimenticare un uomo/ quando non è un uomo vero/ e annienta il tuo orgoglio/ che non senti più”, recita impietoso il ritornello).

Il libro
Brindisi, 1981. Teo Furia ha quindici anni, è un ragazzo irrequieto, giovane stella della pallacanestro locale. Suo fratello maggiore Carmine è stato un pilota automobilistico e ora, sospeso dalle competizioni ufficiali, trova nelle corse clandestine un modo facile per fare soldi. Per entrambi lo sport potrebbe essere la strada per un futuro migliore, ma è anche il terreno accidentato su cui va in scena il loro fallimento. E per entrambi la famiglia è un dolore, perché la madre è morta all’improvviso e il padre Silvan, meccanico dei contrabbandieri, sembra non pensare troppo ai figli. Tutto precipita quando Bruno, un criminale legato in passato a Silvan, esce dopo sei anni dal carcere. Seguendo gli ordini dello Zio, un misterioso capo, Bruno s’impegna a mettere insieme un gruppo che estrometta i napoletani dal contrabbando delle sigarette, le «bionde», in Puglia. È l’alba della Sacra Corona Unita. Dopo un vano tentativo di coinvolgere Silvan nel suo progetto, Bruno avvicina Carmine e Teo e li usa come strumento di pressione contro il padre. La famiglia si dividerà per sempre? O quel cognome che li unisce, quella furia che li lega, avrà la meglio? Andrea Martina è nato in provincia di Brindisi, vive e insegna a Modena. Ha realizzato il podcast Bartali. Una guerra in bicicletta, finalista agli Italian Podcast Awards 2022, e scritto sceneggiature per documentari, spot e spettacoli teatrali. Collabora con Treccani e Runlovers. Furia è il suo ultimo romanzo.

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