In Puglia il cuor che palpita

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Primavera nei ricordi passeggiando tra i prati in fiore appena fuori città farfalle a rincuorar lo sguardo, sintonia ammaliante con i petali in ascesa a tinteggiare il paesaggio quasi fosse carnevale della natura.

Alberi incisi con cuore d’innamorati fanno da cornice a giornate mitigate da un libeccio sinuoso che amplia i primi abiti ameni della stagione, anch’essi in tema con i variegati colori circostanti. Si mostrano tenaci le piante che al fianco della strada sia essa in città o fuori allungano la chioma come a salutare i passanti, rigogliose a seguito di piogge talvolta a ciel sereno.

Lievi precipitazioni che spesse volte tratteggiano attraverso alcune pozzanghere incantevoli foto ritratti di palazzi antichi, tanto da rendere singolare suddetto momento assieme al profumo degli oleandri.

Tempestivi i primi frutti di stagione pervasi da un gusto immaturo, primo tra tutti l’acerbo di ciliegia. In città si preannuncia il tocco estivo scaturito dalle urla festanti delle scolaresche al primo sole liete di giocare all’aperto, poiché lo sport unisce come un arcobaleno. Odorano di fresco le vie che conducono alle sacre chiese volute dai nostri padri, di queste le mura generose alla sera restituiscono tepore a coloro vicini, non lontano dal medesimo effetto le atmosfere malinconiche, delizia di coloro intenti ai primi sussurri del cuore.

Sembrano evanescenti le ore scandite dalla coda di un gatto solitario, che posto su un muretto pare salutare ogni passante; mentre un ragazzo di tuta vestito sorseggia una bevanda di gusto indefinito, facendo sfondo al murales sbiadito.

S’intravedono di lontano rilievi curvilinei si direbbero quasi meridiane geologiche, il treno seppur lontano comunica fin queste con un cerimoniale sibilo, tanto da accompagnar operosi lavoratori che al suon del buon richiamo sorseggiano un caffè dai toni zuccherosi. E’ primavera ogni cosa bella in Puglia è ancor più gradita, poiché da tanta bellezza condita.

Vincenzo Naturale

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