Puglia: Laricchia (M5s), Conte non mi ha chiesto scusa, su metodi Emiliano lo avevo avvisato

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«In tantissimi mi state chiedendo se Conte, Travaglio, Scanzi, i miei 4 colleghi in Regione Puglia, ecc . mi hanno chiamato, se mi hanno chiesto scusa? Tutti promotori, de facto, con forza e convinzione, di questo apparentamento, politicamente tossico, con Emiliano, avvenuto nel 2020. Naturalmente no, nessuno ha chiesto scusa, né a me né ai pugliesi. Per saper chiedere scusa occorre essere persone con una forte personalità e una forte forza d’animo. Bisogna saper ammettere di aver sbagliato. Attendiamo».

Così su facebook Antonella Laricchia, consigliera regionale, candidata presidente della Regione Puglia per il Movimento 5 Stelle nel 2020 (ma anche nelle elezioni precedenti, nel 2015). Poi, a seguito della seconda vittoria di Michele Emiliano, pur permanendo formalmente nel gruppo, non è stata mai d’accordo con l’ingresso dei pentastellati nella maggioranza di centrosinistra e nella giunta regionale guidata dall’ex magistrato. Ed è restata all’opposizione. «Ieri Conte e il M5s 2050 – aggiunge – hanno fatto la cosa giusta ma con quasi 3 anni e mezzo di ritardo. Conte ha tenuto a sottolineare che lui all’epoca non era il capo politico del M5S. Quasi a voler prendere le distanze da quella scelta?», si chiede Laricchia. «Ma non rinnega la scelta: per tenersi comunque buono Emiliano?», aggiunge Laricchia.

«La verità è che lui mi chiamò in campagna elettorale, per capire come vedessi la situazione e se fosse possibile una convergenza con Emiliano. All’epoca la litania era che bisognava evitare una vittoria della destra, perché avrebbe potuto far cadere il Governo , mantra politicamente sciocco ripetuto da Di Maio, Crimi, Scanzi, ecc.. Volle sentire le mie ragioni, gli spiegai chi fosse Emiliano, quale era il suo metodo nel creare coalizioni e consenso, insomma, gli spiegai quello che sarebbe potuto succedere e che puntualmente è successo, purtroppo. Lui, Conte, fu istituzionale, disse di comprendere le mie parole e le mie posizioni – sottolinea Laricchia – ma, il giorno dopo, sui giornali uscì che il suo parere era che sarebbe stato meglio unirsi a Emiliano. Colpo tremendo alla nostra campagna elettorale, uno dei tanti, di fuoco amico, subito da me e dai miei candidati in quella campagna elettorale. Emiliano vinse e il Governo ‘Conte II’ cadde lo stesso, come poteva immaginare chi capisce di politica e la fa seriamente, essendo Governo nazionale e regionale due sistemi diversi e non collegati fra loro. Ieri Conte ha detto che non poteva essere sordo rispetto ai campanelli di allarme delle ultime settimane, ma è stato sordo per quasi 3 anni e mezzo, visto che io gli avevo spiegato bene la situazione e cosa sarebbe potuto accadere. Loro malgrado, quindi, quelli del M5s 2050 – evidenzia la consigliera – sono stati costretti a lasciare la maggioranza di Emiliano in Regione Puglia. Bene, vedremo come voteranno in Aula e se sosterranno gli interessi dei pugliesi o quelli di Emiliano. Non sono fiduciosa ma speranzosa».

«Ora cosa accadrà?”, si chiede Laricchia. “Temo niente, ma la speranza di un rinnovato spirito da M5S originario permane in me. Temo che questa sia più che altro una mossa elettorale in vista delle Elezioni Europee, per pulirsi un po’ l’immagine e raccattare qualche voto in più, per poi tornare a braccetto con Emiliano e i suoi per le prossime Elezioni Regionali, o prima. Emiliano e il Pd sicuramente non staranno a guardare – continua – ora immagino che daranno un’immagine di ‘pulizia’ tra le loro fila per poi sperare di inglobare nuovamente i miei 4 colleghi e dare una ulteriore mazzata di credibilità al M5s 2050 in vista delle Elezioni Europee. Vedremo. Speriamo di non dover ripetere: io ve l’avevo detto.

Un’altra notizia che forse non tutti conoscono – spiega Laricchia – è che io non ho mai lasciato il M5s, visto che sono stata eletta con il M5s. Né sono mai stata cacciata dal M5S. Ma non ho mai aderito a questo nuovo partitino di centro sinistra, de facto, partito di Conte e stampella del Pd in molti territori, chiamato M5S 2050. Quindi io e i miei 4 colleghi siamo dal 2020 nello stesso gruppo consiliare regionale, io all’opposizione e loro in maggioranza (spero ora anche loro all’opposizione). Una grande anomalia, dovuta a una forza politica che in questi anni non ha avuto né la volontà di ascoltare i miei campanelli d’allarme né il coraggio di cacciarmi. Insomma, da oggi si possono scrivere nuove pagine di storia politica in Puglia – conclude la consigliera – ma temo che la volontà di Conte sia stata più che altro gattopardesca: cambiamo tutto affinché nulla cambi».

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