Femminicidio di Taurisano, l’imputato tenta di togliersi la vita in carcere

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Gli avvocati Davide Micaletto e Luca Puce, difensori di Albano Galati, il 57enne di Taurisano, accusato dell’omicidio della moglie Aneta Danelczyk e del tentato omicidio della vicina di casa, hanno presentato istanza alla procuratrice della repubblica Giorgia Villa, titolare dell’inchiesta, per permettere l’accesso in carcere dello psichiatra Elio Serra, ed analizzare le condizioni psicofisiche dell’imputato alla luce degli avvenimenti che lo hanno coinvolto negli ultimi giorni.

Nella tarda mattinata di sabato, infatti, il 57enne avrebbe tentato di togliersi la vita, stringendosi gli indumenti che indossava al collo e tentando il soffocamento. L’uomo è stato salvato grazie al pronto intervento degli agenti della polizia penitenziaria e subito dopo, per ragioni di sicurezza, è stato trasferito in isolamento, all’interno di una cella prima di oggetti utili per compiere atti autolesionistici.

Alle 11 di venerdì mattina, intanto, la procuratrice conferirà ad un consulente l’incarico per lo svolgimento di un esame tecnico non ripetibile sui dispositivi elettronici sequestrati dagli agenti della polizia di stato di Taurisano in seguito al femminicidio. Si tratta del cellulare appartenente all’imputato, e dello smartphone e tablet appartenenti alla vittima. La perizia permetterà di ottenere ulteriori elementi riguardo l’accaduto e maggiori informazioni circa la valutazione di una eventuale premeditazione da parte del 57enne, che ha sempre affermato agli inquirenti di non ricordare nulla di quanto accaduto quel fatidico pomeriggio di sabato 16 marzo. (antennasud)

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