L’ESALTAZIONE DEI MEDIOCRI

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Come poter definire altrimenti il comportamento di una comunità soggiogata dal malaffare che   esalta il comportamento dei suoi rappresentanti, pena la incolumità di ogni cittadino e della famiglia di appartenenza che la compone? In un ambiente mediocre dove il compromesso è padrone, gran parte della  stampa  mostra grossi limiti informativi e comunicativi, perché le regole imposte che sono obbligati ad osservare , riguardano soprattutto loro, i giornalisti. 

Non pochi accettano il compromesso. In tanti lo subiscono! Altri lo sposano. Il condizionamento non riguarda solo i giornalisti della carta stampata ma anche quelli televisivi, perché tanti fra loro vengono foraggiati attraverso i canali dell’accomodamento che alimentano l’emittente televisiva così da poter imporre  gli argomenti di cui trattare,  quando e come farlo. 

Un prodotto informativo contraffatto dalla violazione dell’etica professionale, dato in pasto ad una popolazione in gran parte supinamente condizionata e priva di alcuna capacità critica. Il giornalismo cane da guardia della democrazia o del potere ? Alcune manifestazioni di gruppo, portano alla mente la solidarietà che riesce ad esprimere una comunità di persone non proprio per bene, allorquando viene coinvolta in servizi di ripresa televisiva con il contemporaneo intervento delle forze dell’ordine. 

I residenti che decidono di non prendere parte alla protesta contro la legalità, rischiano di essere isolati, aggrediti, espulsi dalla congrega. Perché non dovrebbe accadere la stessa cosa in una delle nostre comunità dove i posti di lavoro si ottengono con la raccomandazione, compromessi sessuali e di denaro?
Comunità dove vigono le regole della illegalità. 

Dove la legge, quella ufficiale, viene sostituita dalla regole della malavita, che consente l’ottenimento del posto di lavoro e la sua conservazione, attraverso la tacita accondiscendenza dei responsabili e il sostegno della politica corrotta? Ormai è diventata una consuetudine ottenere favori attraverso il ricorso ai clan malavitosi, tanto da scoraggiare i giovani e non solo loro, nel  compiere i percorsi che dovrebbero rappresentare l’ufficialità, ma si rivelano solo  paravento di iniziative di diverso indirizzo. Un comportamento assunto, esternato pubblicamente senza vergogna, anche da uomini delle istituzioni con lunga militanza nelle file della giustizia. Ma il cittadino che fa ricorso alla Legge il più delle volte vive esperienze di delusione e di impotenza, di fronte ad esplosioni di manifestazioni pubbliche che contestano  la legalità, offerta dagli adepti al gruppo dei potenti in grado di  sovvertire le logiche comportamentali di una società definita  civile.

Esplodono i fuochi di artificio della esultanza così come accade nelle comunità   non solo  mafiose, ma anche nelle comunità  promiscue, quando viene scarcerato un detenuto. Un tripudio di gioia pirotecnica! Siamo così ridotti! Inseriti in un contesto camorristico  con tanto di addetti fiancheggiatori  e con servizi assicurativi che sostengono   gli sfortunati, resi precari dalla  detenzione, compresi i loro  I familiari,  attraverso un fondo di denaro costituito dai lasciti  ai clan. 

Identica iniziativa operata dalla Cassa Integrazione, cui fanno ricorso i lavoratori, nei periodi di fermo occupazionale!  In questa babele di sconcertante realtà, fanno bella mostra le figure istituzionali e  politiche che intraprendono percorsi costruiti con  mendaci dichiarazioni per evitare che  la verità venga in qualche modo conosciuta. Non diverso dal comportamento assunto da un mentitore di professione! 

Questa realtà traspare in ogni angolo di città sottomesse al doppio ricatto politico, istituzionale mafioso. Rendendo marci i servizi di cui dovrebbero usufruire i contribuenti. Afflitti da una sanità ormai moribonda, una economia sopraffatta dalle multinazionali, da un artigianato scomparso , un sociale mortificato. Una comunità resa asfittica dalla criminalità e dalla politica corrotta.  Ma ancora peggio è constatare l’esistenza di una giustizia inesistente che autorizza la popolazione a scelte di opportunità che normalizzano l’illegalità.

UGO LOMBARDI

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