Bari: sindaco Lecce, convinto onestà personale Decaro, garanzia legalità e contrasto a mafia

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«Chi oggi si mostra a fianco di Antonio Decaro lo fa perché convinto della sua onestà personale, garanzia di legalità e contrasto alla mafia; perché consapevole che l’azione del governo cittadino non è sotto il condizionamento della criminalità; perché conosce il profilo e la statura di una classe dirigente politica che attorno ad Antonio si è fatta interprete di un’idea di servizio della propria funzione. E non serve essere baresi per saperlo». Così sulla sua pagina facebook il sindaco di Lecce Carlo Salvemini, ricandidato alla carica di primo cittadino nel centrosinistra, esprime solidarietà al primo cittadino di Bari dopo la notizia della nomina di una commissione di accesso che verificherà l’ipotesi dello scioglimento del consiglio comunale del capoluogo regionale a seguito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia che ha svelato, tra le altre cose, anche un intreccio tra mafia, imprenditoria e politica.

«Si possono avere opinioni diverse sulla doverosità o meno dell’iniziativa del Ministro Piantedosi di nominare una commissione d’indagine prefettizia per accertare un condizionamento criminale sulle attività del comune di Bari”, premette. “Le norme che regolano questa delicatissima materia, proprio perché di natura straordinaria, vanno interpretate con rigore assoluto e responsabilità istituzionale. Ancor di più quando riguardano una città metropolitana capoluogo di regione, chiamata fra poche settimane al rinnovo del consiglio comunale e del sindaco. Non è quello che è accaduto in questo vicenda, purtroppo», spiega Salvemini.

«Se si pensa all’incredibile decisione del Ministro di ricevere nei giorni una delegazione di parlamentari pugliesi di centro destra, guidati da un suo collega di governo, per raccogliere direttamente dalla loro voce la richiesta di un’attività ispettiva. Che ha preceduto di poche ore, quindi, la comunicazione di ufficiale della costituzione della commissione di indagine. Inevitabile osservare che senza un termine certo e breve di conclusione di questo lavoro, l’unico risultato – conclude Salvemini – è quello di condizionare la competizione elettorale, alimentando la suggestione di un condizionamento criminale sull’attività del comune financo escluso dalla stessa procura titolare dell’indagine». Poi conclude con: “sempre al tuo fianco, Antonio. A testa alta e schiena dritta”.

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