Consiglio regionale, sì a legge su possibilità ingresso Comuni in capitale sociale Acquedotto

30 Visite

Il consiglio regionale della Puglia ha approvato a maggioranza, con il voto contrario dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia e Forza Italia e l’astensione di quelli della Lega, La Puglia Domani e del consigliere Napoleone Cera, la proposta di legge su ‘Disposizioni per la gestione unitaria ed efficiente delle funzioni afferenti al Servizio Idrico Integrato’, in forza della quale i Comuni possono entrare a far parte del capitale sociale di Acquedotto Pugliese. Il testo approvato dall’Aula è frutto di emendamenti presentati dal governo regionale, apportati al testo originariamente presentato dai consiglieri regionali del Gruppo di Azione, di cui è primo firmatario Fabiano Amati. La legge disciplina incentivi ai Comuni pugliesi per la costituzione di una società nel rispetto di quanto previsto nel decreto legislativo 23 dicembre 2022, con la finalità di assicurare l’esercizio unitario ed efficiente delle funzioni comunali relativi alla gestione del Servizio Idrico Integrato nell’Ambito Territoriale Unico regionale, istituito con legge regionale del 6 settembre 1999, ma anche con la finalità di creare le condizioni affinché l’Autorità Idrica Pugliese possa, nell’esercizio delle proprie competenze, individuare la modalità di affidamento del Servizio Idrico Integrato che riterrà più opportuna, tra quelle previste dalla legge.

Per le finalità prefissate, i Comuni pugliesi possono costituire, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, una società per azioni, denominata Società Veicolo, a totale partecipazione pubblica e a controllo analogo congiunto di tutti i comuni ricadenti nel territorio regionale, da esercitare indipendentemente dalla partecipazione al capitale sociale. Questo, in attuazione della disciplina statale di riordino dei servizi pubblici locali di rilevanza economica e della disciplina statale del Servizio Idrico Integrato. Per il capitale sociale la Regione metterà a disposizione l’importo massimo di 400 mila euro, da dividere tra tutti i comuni in base alla consistenza delle infrastrutture destinate alla gestione del servizio idrico integrato, dopo l’adesione di ciascun comune alla società. Il capitale sociale dovrà essere interamente pubblico, pertanto non è ammessa la partecipazione di privati al capitale sociale della Società, ed è incedibile.

Il Comitato è un organo collegiale composto da sei sindaci eletti secondo le previsioni della convenzione, in modo da assicurare: un componente in rappresentanza dei sindaci di comuni divisi in vari gruppi a seconda del numero di abitanti. Un componente sarà eletto in rappresentanza dei sindaci di comuni capoluogo. I sei sindaci componenti del Comitato sono eletti dai Comuni sottoscrittori della convenzione, convocati dal sindaco del comune sottoscrittore con il maggior numero di abitanti, con votazioni separate e a maggioranza dei partecipanti alla votazione, riservando una rappresentanza ai comuni non sottoscrittori. Il Comitato dura in carica 3 anni e i suoi componenti non possono essere rieletti per il mandato immediatamente successivo.

News dal Network

Promo