Ispezioni sanità, Pagliaro: “Con Città di Lecce Hospital viaggio anche nel privato accreditato

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Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani:

«Tutt’altro pianeta rispetto agli standard degli ospedali del sistema sanitario pubblico dell’Asl di Lecce, che abbiamo scandagliato con le nostre ispezioni nell’ultimo anno. È la conclusione che traiamo dalla visita di oggi al Città di Lecce Hospital del gruppo GVM, prima tappa del viaggio nelle strutture private accreditate con il sistema sanitario regionale».

«Non possiamo che apprezzare il modello del privato in convenzione: altissima professionalità, eccellenza in ogni reparto, qualità nei servizi ai pazienti, ogni cosa al suo posto in maniera ottimale. Un modello che funziona non soltanto per la disponibilità di risorse ma soprattutto per una intelligente capacità gestionale che non lascia nulla al caso o allo spreco. Buone pratiche che i privati mettono in campo per stare sul mercato, ma che il pubblico dovrebbe prendere ad esempio per uscire dal cliché della “mucca da mungere” che tanto ci costa in termini di disservizi e voragini nei conti delle Asl».

«Al Città di Lecce Hospital abbiamo visitato i reparti di Radiologia, Cardiologia, Cardiochirurgia, Ortopedia, Neurochirurgia, Chirurgia generale (con 5 sale operatorie e 3 ambulatori chirurgici), Oculistica, l’Utic e la Terapia Intensiva, ed anche le cucine (cibo ottimo, che arriva precotto da Castellana Grotte e viene riscaldato con il sistema cook and chill 4.0, in modo da preservare qualità e sapore delle pietanze). Tutto in perfetto ordine e accogliente, curato e gradevole, dall’ingresso alle stanze fino a corridoi, arredi, letti, bagni. Ovunque pulizia e grande decoro. Anche nella gestione del magazzino e della farmacia tutto automatizzato e centralizzato. Personale garbato e cordiale, animato da grande disponibilità e capacità di accoglienza. I sorrisi sono l’istantanea più bella che portiamo via da questa clinica, così come abbiamo avuto modo di apprezzare nelle precedenti ispezioni l’abnegazione del personale della sanità pubblica, costretto ad operare in condizioni difficili e sotto organico».   

«La visita odierna è servita anche a fare chiarezza sui numeri della sanità pubblica: il piatto della mobilità passiva (pugliesi che vanno a curarsi in altre regioni) pesa per 340 milioni di euro, rispetto ai 90 milioni di mobilità attiva (pazienti di altre regioni che vengono a curarsi in Puglia). Le strutture del privato accreditato sono 32 in Puglia, di cui 6 nel Salento, oltre a quelle del privato religioso (3 in Puglia, di cui una nel Salento). Il piano di rientro sanitario ingessa i budget, mentre per migliorare i conti del sistema sanitario regionale occorrerebbe sbloccare la mobilità attiva permettendo maggiori arrivi da fuori regione. La spesa storica penalizza la Puglia, che ha avuto negli anni passati una bassa mobilità attiva. Il budget viene suddiviso in 12 mensilità, per questo ogni mese si esaurisce ed è un peccato che ci siano tanti posti letto inutilizzati: si usa solo il 60% del potenziale. Un paradosso, considerato lo spreco di macchinari fermi quando ci sono liste d’attesa spaventose per gli esami diagnostici. Il decreto concorrenza potrebbe consentire nuovi accreditamenti e di acquisire le prestazioni sulla base di parametri qualitativi».

Al Città di Lecce Hospital sono 101 i posti letto accreditati con il sistema sanitario pubblico. In Radiologia abbiamo visionato un parco macchinari eccellente: rx, risonanza magnetica 1,5 Tesla, tac a 256 strati (tra le più performanti della Puglia), mammografo con tomo-sintesi, angiografi, tac combine per diagnostica maxillo-facciale. In Ortopedia ci hanno confermato che i costi delle protesi nella sanità pubblica sono nettamente più alti rispetto al privato, dunque abbiamo appurato quelle che sono state le parole del direttore amministrativo della Asl di Lecce che nei giorni scorsi ha evidenziato la questione degli sprechi nella sanità pubblica e per questo si sta impegnando per tagliarli.  Questa ispezione, messa a confronto con quelle fatte nelle strutture pubbliche della sanità leccese, ci rafforza nella convinzione che il pubblico abbia tanto da imparare dal privato: premiare il merito e il valore delle risorse umane, abbattere gli sperperi, pianificare ogni spesa in modo razionale ed efficiente. Vedere una struttura sanitaria che funziona in ogni suo aspetto è rincuorante, e ci spinge ancora di più a battagliare perché anche la sanità pubblica si adegui a questo modello virtuoso».

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