Molto di nuovo sul fronte occidentale

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In preda a una  crescente follia e a una straripante  megalomania i corifei della conclamata grandezza dell’Occidente, sostengono che la parte di mondo che noi abitiamo potrebbe veramente, oggi, fare di tutto: l’ultima sua invenzione potrebbe essere una grande “democrazia” gestita dai militari, da  ritenere esemplare e da  imporre come imitabile modello anche a Paesi ancora riottosi nel seguire il Verbo della sua  asserita “incomparabile civiltà”.

Naturalmente un tale entusiasmo non è condiviso da tutti i suoi “figli”. 

V’è chi osserva che se, infatti, dovesse risultare vera la notizia che il Pentagono avrebbe minacciato alla Russia un attacco dell’America e della NATO nell’ipotesi che l’Ucraina dovesse essere sconfitta, i corollari di una tale affermazione sarebbero, sul piano logico, gravidi di nefaste conseguenze. E cioè:

a) che, come era stato già dimostrato dal rifiuto del Pentagono a Trump di eseguire, a suo tempo, l’ordine di ritiro delle truppe statunitensi dall’Afghanistan, in Nord America i militari dai molti galloni, d’accordo con i servizi segreti d’intelligence, propri o statali, conterebbero più del Presidente della Repubblica e sarebbero, quindi al top della catena di comando di quel Paese; 

b) che, come dimostrano, se vere, le news circa la minaccia di guerra alla Russia, neppure il Parlamento statunitense conterebbe, ormai, granchè: alla pari del Governo, esso sarebbe tenuto solo ad avallare le iniziative assunte dai militari con le spie; 

c) che il potere di comando dei militari  travalicherebbe gli stessi confini degli Stati Uniti per estendersi alla NATO, da considerarsi, ormai, senza infingimenti, una mera appendice dell’egemone Nord America e come quest’ultima  dal  Pentagono totalmente dipendente. 

Et de hoc satis!  Ciò non basta, però, a esaurire le novità sul fronte occidentale

All’euforia, però,  per il crescente trionfo del cosiddetto  pensiero(!) democratico occidentale, si associa la constatazione che il diritto internazionale  di guerra  o diritto bellico o diritto internazionale umanitario con le sue convenzioni  sembra avere fatto il suo tempo e che in guerra si ritenga ormai consentito  tutto  ai  militari considerandoli  legibus soluti.

Nella seconda guerra mondiale, l’Italia co-belligerante  della Germania passò ad essere alleata degli Alleati e nemica dei tedeschi che, pertanto, con le truppe dislocate nel nostro Paese ne  divennero gli occupanti.

Ora, al fianco del Governo in carica molti cittadini della nostra Nazione occupata si costituirono in brigate militarmente organizzate (Garbaldi, Matteotti, del Popolo) con capi gerarchici e armi e diedero luogo alla “Resistenza” compiendo attacchi improvvisi con armi ai reparti tedeschi, azioni di sabotaggio, attentati di terrorismo contro militari tedeschi e della Repubblica di Salò.

L’azione militare punitiva dei Tedeschi, occupanti, che si riteneva caratterizzata da feroce disumanità e da violenza indiscriminata, consisteva nell’ordine  di uccidere un certo numero di civili per ogni soldato ucciso (nel caso dell’attentato di via Rasella, 10 civili italiani  per ogni soldato tedesco morto).

Le modalità con cui si sta svolgendo l’odierna guerra in Israele non è, a stretto rigore, comparabile con nessun’altra guerra sin qui combattuta a causa della presenza di armi di sterminio micidiali che provocano morti a centinaia e migliaia.  E la differenza non è solo questa.

L’attentato di Hamas a Tel Aviv è stato certamente terroristico, ma gli Israeliani danneggiati  occupano (non militarmente) un territorio abitato da inermi, non in divisa e disarmati Palestinesi, che non hanno compiuto alcun atto di terrorismo, di sabotaggio o di aggressione ma sono stati solo impotenti testimoni di un attentato compiuto da un’organizzazione armata.

Il Presidente di Israele, Netanyahu, non ha emesso alcun ordine analogo a quello dei Nazisti né, nell’uccidere migliaia e migliaia di Palestinesi, le sue forze armate hanno osservato  alcuna proporzione numerica. Migliaia e migliaia di persone in abiti civili e totalmente inermi sono state trucidate con armi potentissime come e peggio di militari nemici armati di tutto punto.

Orbene, ci si deve chiedere se  l’Occidente nella sua interezza  continuerà a tenere chiuso un occhio (o entrambi), ritenendo che quanto sta avvenendo a Gaza non rientri nelle ipotesi della sua conclamata e propagandata difesa dei diritti umani.

LUIGI MAZZELLA

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