Giochi e distanziometro, a Cutrofiano (Le) non c’è effetto espulsivo: confermata la chiusura di una sala

37 Visite

 L’effetto espulsivo del distanziometro non sussiste se c’è almeno un 1% di territorio in cui un’attività può spostarsi. È quanto ha stabilito con una sentenza la Seconda Sezione del Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso della sala giochi in Via Paolo VI, angolo via Sogliano, del comune di Cutrofiano (LE). Secondo la ricorrente, infatti, il provvedimento comunale con cui, nel 2017, era stata imposta la chiusura dell’attività, in quanto troppo vicina a un istituto scolastico, avrebbe causato un effetto espulsivo dal territorio.

Come riporta agipronews, la legge regionale del 2013 imponeva una distanza non inferiore ai 500 metri tra una sala giochi e un luogo sensibile. Nel 2019 tale distanza è stata ridotta a 250 metri. Secondo i titolari, alla luce di tali divieti, nel Comune di Cutrofiano “l’area nella quale risulta lecita l’apertura di sale” resterebbe solamente dell’1%. Una cifra, però, che secondo il Consiglio di Stato non consente di parlare di effetto espulsivo, dal momento che già in passato non era stata accolta questa ipotesi in altri processi simili. Il Collegio ritiene dunque che sussista di fondo “un’erroneità del presupposto interpretativo”.

La riduzione delle distanze minime nel 2019, inoltre, non incide su questa sentenza, ma andrebbe “valutata sulla base delle nuove disposizioni”, qualora la ricorrente avesse intenzione di procedere in questo senso.

News dal Network

Promo