Operaio morto in impastatrice, condannati imprenditori Scarlino

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 Il giudice monocratico del Tribunale Lecce Elena Coppola ha inflitto 7 anni di reclusione ad Attilio Scarlino e 4 al fratello Antonio, rispettivamente amministratore unico e responsabile della sicurezza del salumificio Scarlino di Taurisano (Lecce) dove il 30 agosto 2013 si verificò un incidente mortale sul lavoro.

A perdere la vita, stritolato tra le lame di una macchina impastatrice mentre svolgeva un intervento di pulizia, fu il 53enne operaio Mauro Orlando.

I due fratelli sono stati condannati per omicidio colposo aggravato, reato derubricato rispetto alla contestazione iniziale di morte o lesioni come conseguenza di altro reato.

    Gli imputati sono stati invece assolti per non aver commesso il fatto dal reato di rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Disposta anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per Attilio Scarlino e di 5 anni per il fratello Antonio oltre al pagamento di una provvisionale di 50mila euro a favore di moglie e figlia della vittima e al risarcimento del danno in separata sede, anche per gli altri familiari costituitisi parte civile. Sono stati assolti invece gli altri cinque imputati, tra tecnici e operai. (ansa)

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