Un, due, tre: Stella!

33 Visite

Anche Bari è stata colpita dal fremito nazionale di intorpidire la circolazione, come è avvenuto in altre città italiane, tra cui Bologna e diverse altre.

Per ora, la limitazione della velocità veicolare è stata abbassata da 50 a 30 km/h nelle principali arterie urbane, tra cui il Corso Vittorio Emanuele e altre vie importanti, che ci penalizzerebbe quotidianamente se le rispettassimo.

Credo che in pochi lo faranno, con la conseguenza che saranno comminate multe in quantità abnorme e autoreferenzialmente redditizie per chi le eleva, oltre a quella di mettere fuori legge l’intera popolazione.

Quest’ultima condizione costituisce un paradosso mastodontico di difficile comprensione civica.

Strade statali e provinciali sono state, già da molto tempo, declassate al rango di tratturi imponendo, a distanza di pochi metri l’uno dall’altro, una sequela di limiti di velocità istericamente alternati e incoerenti: 90 / 60 / 40 / 90 / 40, ecc.

Tali restrizioni sarebbero ridicole se non fossero totalmente offensive dell’intelligenza umana e delle più semplici misure di sicurezza stradale, minata pesantemente dallo stress provocato  ai conducenti.

Chi percorre l’autostrada Bari-Napoli è costretto a procedere a 60 km./h per centinaia di chilometri in spregio ad ogni conforto di opportunità di sicurezza stradale.

Inoltre, chi si azzarda a rispettare quei limiti capestro viene fatto oggetto delle contumelie (ragionevoli) dei camionisti che, accecati nel loro discernimento dall’abitudine consolidata, non considerano affatto la presenza di tali divieti, ivi operanti.

La tristezza è che ci si abitua alle situazioni più innaturali per sopravvivere, considerando accettabile l’assunzione del rischio di pagare una multa per eccesso di velocità, per la colpa di aver transitato ad un’andatura modesta quanto prudente, ma non inferiore a quei limiti capziosi e soffocanti, imposti senza ragionevolezza.

E’ chiaramente una dichiarazione di guerra alle libertà democratiche e a quella di movimento delle persone da parte di apparati istituzionali deviati, affatto inclini al buon senso né rispettosi del loro mandato amministrativo di perfetta regolamentazione delle modalità del traffico.

Sono questi i prodromi di un progetto che mira a imbalsamare la libertà di circolazione, inducendo anche psicologicamente le persone a fermare i loro ritmi vitali e laboriosi.

Dall’inizio della storia, a parte i casi di reale emergenza e di finte pandemie strumentali, la libertà di movimento è stata interrotta soltanto dalla detenzione coatta giudiziaria e dall’internamento conseguente alla deportazione da parte dei regimi totalitari.

Finora le TV di Stato non ci hanno comunicato di trovarci in tale condizione e, considerata la loro pronta informazione sugli eventi, dubito che lo faranno anche in seguito.

Quei ‘regimi democratici’ vorrebbero indurre i cittadini a diventare: ‘carne molle e immobile’ per non ostacolare i loro folli piani distopici.

In molti ancora continuano solo a scrivere sui social, relegati al rango di ‘sorcial‘, avendo fatto la fine dei sorci che litigano dopo essere stati immobilizzati in una scatola di cartone a cui somigliano sempre più le nostre belle città, che taluni eversivi stanno riducendo a “città di 15 minuti”!

I più ingenui si rifiutano di agire in termini politici rinunciando a esprimere il popolare crescente dissenso a tale deriva e a porre il giusto argine alla sudditanza urbanistica.

Quegli confondono tale lemma aulico ponendolo alla stregua di un bieco partitismo, al quale ci hanno abituato la TV canonica e i giornali del mainstream.

Si ricorda a quei distratti della “Polis etica” e del comune vocabolario, ormai dimenticato, che la scelta determinata di compiere una qualsiasi azione, come può essere quella stessa di assumere la determinazione di esprimersi sui social, fin quando ce lo faranno fare, è già di per sé una scelta politica!

Non è certo la più operativa e la più risolutiva, tra le operazioni a cui il cervello umano sarebbe abilitato, ma corrisponde a tale categoria e se ne riporta qui il senso a scopo esemplificativo.

Altri ritengono, in pieno delirio mistico, che l’Apocalisse sarebbe già fatalmente preordinata e che nulla si può fare per scongiurarla, se non pregare e aspettare di essere ‘sommersi dalle acque’ come in una catastrofe biblica, tanto per annegare in tale elemento liquido l’intenzione spontanea di un chiarimento più scurrile ed efficace, maggiormente orientato ai rifiuti del metabolismo.

Ai puristi e agli asceti corre l’obbligo di preannunciare che questo ‘gioco al massacro civile’ rimarrà immortalato al grido prossimo venturo della locuzione ludica che, da bambini, ci bloccava come ‘mummie su una fotografia’, per non subire la penalizzazione della posta regolamentata: “Un, due, tre: Stella”!

Crediti:< a href="https://it.freepik.com/vettori-gratuito/collezione-di-mummie-di-halloween-disegnate-a-mano_18953687.htm#query=gioco%20mummia&position=3&from_view=search&track=ais&uuid=b8a5d5ec-ab13-4dc1-ac22-433fcc7b7356">Immagine di pikisuperstar su Freepik

News dal Network

Promo