Melagrane: boom produzione in Puglia (+150%)

54 Visite

Cresce in Puglia la produzione di melagrane, così come di pari passo aumenta la paura per i virus alieni provenienti dall’estero. Infatti è 

stata incercettata per la prima volta dalla Commissione europea la Falsa Cydia in una spedizione proveniente dal Marocco.

Boom della produzione di melegrane in Puglia in aumento del 150%, con le quantità in quintali passate da 65mila a 162mila in soli 3 anni, da tutelare dalle importazioni massicce dall’estero che mettono a rischio un segmento che vive uno sviluppo esponenziale. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, sulla base di una elaborazione di dati ISTAT, in riferimento alla prima intercettazione della Commissione europea di Falsa Cydia (Thaumatotibia leucotreta) in una spedizione di melagrane proveniente dal Marocco, finora ‘zona free’ dal parassita da quarantena.

Per effetto dei cambiamenti climatici e della globalizzazione si moltiplica l’arrivo di virus e insetti che provocano stragi nelle coltivazioni e per questo serve un cambio di passo nelle misure di prevenzione e di intervento sia a livello comunitario che nazionale – insiste Coldiretti Puglia – anche con l’avvio di una apposita task force.

In provincia di Taranto si concentra oltre il 70% della produzione di melegrane – rileva Coldiretti Puglia – con il succo del frutto che si rivela uno dei migliori ausili contro influenza e raffreddore, perché possiede il 40% del nostro bisogno giornaliero di vitamina C. Il frutto del melograno può essere impiegato non solo in campo alimentare ma anche in quello farmaceutico.

Le sue virtù più importanti, infatti, sono generate dalla presenza di sostanze ad alta attività antitumorale come l’acido ellagico, i flavonoidi ed altre sostanze con proprietà antiossidanti – aggiunge Coldiretti Puglia – che nel loro insieme collaborano in modo attivo nella cura di vari tumori.

L’aumento della domanda di melegrane – dice Coldiretti Puglia – alimenta le importazioni di prodotto oltre che dai paesi produttori dell’Europa del Sud, Spagna, Israele e Marocco, anche da Cile e Sudafrica, come al solito spacciati per ‘made in Puglia’. Oltre al prodotto fresco, sono i semi lavoratori ad essere importati perché destinati all’industria di trasformazione e alla cosmesi.

Sono due le varietà che si stanno diffondendo più velocemente in Puglia, Akko e Wonderful, la prima più precoce – spiega Coldiretti Puglia – dato che la campagna comincia nella prima decade di settembre con una produttività che varia dalle 25 alle 30 tonnellate per ettaro, per la seconda, invece, la campagna prende l’avvio nella seconda metà d’ottobre e la produttività varia dalle 35 alle 45 tonnellate per ettaro. Tra l’altro le melagrane sono richieste anche dalla grande distribuzione organizzata – dice Coldiretti Puglia – che ha visto crescere vertiginosamente l’attenzione dei consumatori che ne apprezzano i molteplici usi e sono interessati a conoscerne gli utilizzi e le caratteristiche nutritive.

Per i cambiamenti climatici in atto, il surriscaldamento e gli eventi estremi che solo nel 2023 sono stati 96, sono arrivati in Puglia parassiti “alieni” mai visti prima, hanno fatto strage nei campi coltivati in Puglia dove hanno trovato un habitat ideale, accanendosi su alberi, piante e frutti, dalla Drosophila Suzukii dei frutti rossi all’Aleurocanthus spiniferus che attacca agrumi e vite, dalla Xylella che ha fatto seccare 21 milioni di ulivi al punteruolo rosso che ha fatto strage di decine di migliaia di palme, dalla Tristeza degli agrumi alla cocciniglia tartaruga che distrugge il Pino domestico, fino all’invasione del Bostrico Tipografico, l’insetto killer del legno.

Sotto accusa è il sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo – conclude Coldiretti – che hanno lasciato passare materiale vegetale infetto e parassiti vari. Una politica europea troppo permissiva che consente l’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell’Ue senza che siano applicate le cautele e le quarantene che devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati con estenuanti negoziati e dossier che durano anni e che affrontano un prodotto alla volta.

Una azienda terlizzese, la Saita di Flora de Chirico e Davide Malerba, ha puntato tutto su questo frutto conosciuto per essere di buon auspicio. Sta infatti coltivando una specialità senza semi che permette di essere impiegata anche per i dolci, sulle pizze ed è stato realizzato anche un gustoso panettone.

Ma non basta. Energetico e sano il succo che produce;  delizioso il fine pasto con vino bianco aromatizzato al melograno, da abbinare ai dolci o come aperitivo.

E ancora anche marmellate e confetture  da abbinare ai formaggi e la glassa racchiusa in un artistico orcio a forma di melagrana.

Molti di questi prodotti, appositamente confezionati, sono diventati bomboniere per matrimoni ed eventi. Insomma un vero e proprio boom, come confermano i dati 

 

PRODUZIONE MELEGRANE 2021 2023

Bari 9.000 12.000

BAT 20 160

Brindisi 1.200 2.400

Foggia 25.000 26.000

Lecce 7.500 7.200

Taranto 22.500 115.000

TOTALE PUGLIA 65.220 162.760

* Elaborazione Coldiretti Puglia su fonte dati Istat

Paola Copertino

News dal Network

Promo