Puglia: tra le regioni con i litorali più digitalizzati d’Italia

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 Con oltre 7.100 imprese che gestiscono un’attività balneare, in crescita del 25% negli ultimi dieci anni, il settore balneare si dimostra solido e in espansione: a fare da apripista è l’Emilia Romagna, che ha la più alta concentrazione di imprese (1.063), seguita da Toscana (914) e Liguria (807). Il Sud invece si distingue per l’apertura di nuove strutture: la Calabria è in testa per numero di aziende balneari costituite tra il 2011 e il 2021 (328), seguita dalla Sicilia (198).

Una crescita che va di pari passo con una sempre maggiore digitalizzazione: se nel 2020 solo il 6% degli stabilimenti si affidava a software gestionali, oggi quasi un terzo delle imprese balneari censite (2.000) utilizza una soluzione digitale per la gestione della spiaggia, in aumento del 30% rispetto al 2022.

A fare il punto è Spiagge.it, il portale di riferimento in Italia per la prenotazione di ombrelloni e la gestione degli stabilimenti balneari, con il suo Osservatorio Settore Balneare 2023 di Spiagge.it. I dati confermano come il settore stia attraversando un profondo processo di innovazione: tra il 2022 e il 2023 il canale digitale è cresciuto del 65% e quest’anno il 21% degli stabilimenti ha registrato almeno una prenotazione online; inoltre, secondo le stime di Spiagge.it il valore delle prenotazioni online è passato dai 5 milioni di euro del 2020 a 30-35 milioni di euro nel 2023.

Secondo l’Osservatorio, prenotare lettino e ombrellone tramite app o piattaforme online è un’abitudine che sta prendendo sempre più piede sui lidi dello Stivale e che piace anche ai turisti stranieri, che rappresentano il 22% del valore delle prenotazioni digitali a livello nazionale.

Medagliere regioni: Friuli-Venezia Giulia la più digitale, Campania la più prenotata online e con maggiori introiti dal web.

Dando uno sguardo ai dati relativi al grado di digitalizzazione delle varie regioni, si scopre che il Friuli-Venezia Giulia è quella più digitalizzata, con oltre 7 stabilimenti su 10 (73%) che adottano un software gestionale e consentono di prenotare e pagare i servizi balneari online. Seguono il Veneto (39%) e a breve distanza la Puglia (30%), mentre in Lazio (14%) e Calabria (10%) la percentuale, pur rimanendo a doppia cifra, si abbassa.

 

Analizzando invece i dati dell’Osservatorio sulle abitudini dei bagnanti, la regione più popolare tra i vacanzieri che prenotano online il posto in spiaggia è la Campania, con il 16% del volume totale delle postazioni prenotate, che stacca di qualche punto percentuale la Puglia (14%) e il Veneto (10%).

Campania (21%) e Puglia (16%) si confermano al primo e al secondo posto anche nella classifica delle regioni in relazione al valore delle prenotazioni effettuate in rete, mentre al terzo sale la Sicilia (10%), grazie a un prezzo medio al giorno per ombrellone e lettini più alto rispetto al Veneto (7%).

Le spiagge siciliane sono inoltre quelle che, in termini di valore delle prenotazioni online rispetto al 2022, hanno registrato la crescita più consistente (+189%), seguite dagli stabilimenti di Sardegna (+182%) e Abruzzo (+161%).

Le previsioni: nel 2025 attesi 100 milioni di euro dalle prenotazioni online

Anche per il futuro, le prospettive per gli stabilimenti “smart” sono più che positive: l’Osservatorio di Spiagge stima che entro la fine del 2025 il 50% degli stabilimenti utilizzerà un software SAAS per la gestione della spiaggia e che toccherà quota 100 milioni di euro il Gross Booking Value gestito direttamente online, tramite canali dei gestori (siti internet, canali social, WhatsApp) e piattaforme di prenotazione.

 
«Nonostante il clima di incertezza dell’attuale situazione del settore, gli imprenditori del balneare continuano a investire in tecnologia. A spingere i gestori all’utilizzo di una soluzione digitale è la necessità di semplificazione e concentrazione in un unico strumento di tutti gli aspetti gestionali dell’impresa balneare, per risparmiare tempo e aumentare la produttività», spiega Niccolò Para, co-founder di Spiagge.it. «La pandemia ha senza dubbio accelerato questo processo di innovazione delle spiagge italiane che ora non si può più arrestare e che, anzi, consentirà al settore di allinearsi ad altri rami dell’industria turistica che già da tempo investono nella trasformazione digitale. Lo dimostra l’ampliamento delle feature a disposizione dei vacanzieri, che vanno dalla prenotazione allo sharing dell’ombrellone, dall’acquisto in-app di assicurazioni contro il maltempo alla selezione di servizi accessori, dalla prenotazione del pedalò all’ordine di bibite e bevande al bar senza doversi allontanare dalla sdraio».

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