I resti dell’amore

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Non da catastrofisti ma da distaccati osservatori degli accadimenti quotidiani. rileviamo quanto possa diventare precaria la stabilità sociale che crediamo di aver conquistato e ritenuta inattaccabile. Una stabilità costruita dedicando molta attenzione alle ricchezze materiali accumulate e per tanti carenti, disdegnando invece elitarie priorità da attribuire ai valori morali, più stabili, nobili, remunerativi. Considerati fragili e di poco conto, i sentimenti rappresentano al contrario,  un  valido  sostegno alla buona convivenza e al vivere civile. Uno degli aspetti più evidenti collegati al fenomeno della decadenza, viene espresso dalle modalità con cui la sensibilità di ognuno di noi subisce continue aggressioni, viene ridimensionata, minimizzata ma anche ridicolizzata dai promotori del nuovo mondo. Ignorando   le maggiori peculiarità che differenziano l’uomo da ogni altro essere vivente.  Abbiamo sempre pensato di individuare un codice binario promotore di questo sentimento, in alcuni casi razionale, eccessivamente interessato, spesse volte non condiviso, non di rado imposto.

Diversamente manifestato, il sentimento dell’amore viene espresso con intensità, ardore, istinto, passione, partecipazione. Ma con l’avvento della tecnologia, i cuori grondanti sangue, trafitti da dardi ardenti maldestramente disegnati su pezzi di carta residui di buste dal colore marrone, sono stati sostituiti da telegrafiche espressioni minimali fatte di sigle che sembrano targhe automobilistiche, ma tradotte, potrebbero anche essere interpretate come acronimi dal significato angusto e di dubbia interpretazione. “TVB “ impera molto, soprattutto nel linguaggio dei giovani, trasmesso attraverso gli infernali telefonini, dove appaiono anche improbabili k e indefinite sigle di un linguaggio criptato, così come il sentimento che dovrebbe alimentarne la espressione. Dando vita così alla terza via dell’amore, quella della superficialità consumistica. Un usa e getta che avanza inesorabile fra i giovani e meno giovani con una velocità impressionante, tanto da far dimenticare i tempi in cui le serenate sotto i balconi dell’amata rubavano il primato agli omaggi floreali e alle missive mediate dagli sponsali. Lo chiamano progresso, ma quale evoluzione umana potrebbe mai prescindere dal manifestare le peculiarità che maggiormente la caratterizzano! Quello che definiscono transumanesimo, punta al raggiungimento di questi obiettivi: un essere privo di umanità.

Valida espressione di involuzione!  Avanza quindi un facile linguaggio che alcuni definiscono libertino, così come il comportamento che lo caratterizza. Nascono banali ossimori con espressioni tipo: amore ti odio, ma anche locuzioni   coartate, ridimensionate, spesse volte ripetute con nauseante inutile necessità, sostituendo così altri intercalari dallo stesso significato divisorio e intervallante. Esperti conoscitori della formazione dell’essere umano, psicologi psichiatri, sacerdoti, dotti esperti delle dinamiche sociali, medici, probabilmente hanno sottovalutato questo fenomeno regressivo, gestito dai professionisti del degrado e inseguono gli studi delle dinamiche sociali tralasciando l’importante compito istruttivo a loro spettante, privilegiati osservatori dei fenomeni del vivere quotidiano. Ultimo baluardo contro l’irrefrenabile decadenza imposta dai tempi attuali. Ai quali non smetteremo mai di prestare la nostra attenzione. 

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